Multa ingiusta e autovelox: ricorso al Prefetto o al Giudice di pace?

Prefetto o Giudice di pace? Termini, costi e rischi dei due ricorsi contro una multa, i vizi più frequenti del verbale e la situazione degli autovelox nel 2026.

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Multa ingiusta e autovelox: ricorso al Prefetto o al Giudice di pace?

Contro una multa che ritenete ingiusta, anche se rilevata da un autovelox, avete due strade alternative: il ricorso al Prefetto, entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale, oppure il ricorso al Giudice di pace, entro 30 giorni. Per lo stesso verbale bisogna scegliere: non si possono percorrere entrambe.

Il ricorso al Prefetto è gratuito e più semplice, ma se viene respinto la somma può raddoppiare; il Giudice di pace offre un vero processo, con costi e rischi diversi. In entrambi i casi si può ricorrere solo se la multa non è stata pagata. Vediamo le due strade, gli autovelox dopo il decreto del 2026 e gli altri vizi del verbale.

In breve

  • Il ricorso al Prefetto si presenta entro 60 giorni ed è gratuito; se è respinto si paga almeno il doppio del minimo (artt. 203 e 204 del Codice della strada).
  • Il ricorso al Giudice di pace si deposita entro 30 giorni, 60 per chi risiede all’estero, e richiede il contributo unificato (art. 204-bis e art. 7 D.Lgs. 150/2011).
  • Chi paga la multa, anche in misura ridotta, non può più fare ricorso.
  • Dal 12 luglio 2026 un decreto del Ministero delle infrastrutture disciplina l’omologazione degli autovelox e considera omologati i modelli approvati con i decreti elencati nel suo allegato B.

Come funziona il ricorso al Prefetto?

È disciplinato dall’art. 203 del Codice della strada (D.Lgs. 285/1992). Il ricorso si presenta entro 60 giorni all’ufficio o al comando da cui dipende l’agente che ha accertato la violazione, oppure si invia al Prefetto del luogo dell’infrazione con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Non serve un avvocato e non si paga nulla. Si espongono i motivi, si allegano i documenti e si può chiedere di essere ascoltati. Se il Prefetto non decide nei termini fissati dalla legge, il ricorso si considera accolto.

Il rischio sta nel rigetto: il Prefetto emette un’ordinanza-ingiunzione che impone di pagare una somma non inferiore al doppio del minimo previsto per quella violazione, oltre alle spese (art. 204). L’ordinanza si può ancora contestare davanti al Giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica.

Come funziona il ricorso al Giudice di pace?

È previsto dall’art. 204-bis del Codice della strada, che rinvia all’art. 7 del D.Lgs. 150/2011. Il ricorso si deposita presso il Giudice di pace del luogo della violazione entro 30 giorni dalla contestazione o dalla notifica (60 per chi risiede all’estero).

È un vero processo, con un’udienza in cui anche l’amministrazione espone le sue ragioni. Ci si può difendere personalmente, ma si versa il contributo unificato, il cui importo dipende dal valore della multa e va verificato al momento del deposito. Se il ricorso è respinto, il giudice fissa la sanzione tra il minimo e il massimo, senza lo sconto del pagamento ridotto, e può condannare alle spese; la decisione, però, arriva da un giudice terzo e può essere appellata.

Prefetto o Giudice di pace: quale conviene?

  • Il Prefetto può essere adatto quando il vizio è evidente e documentale, come una notifica chiaramente tardiva, e si vuole evitare ogni costo iniziale;
  • il Giudice di pace è spesso preferibile quando la questione è tecnica o controversa, come per gli autovelox, perché le prove si discutono in contraddittorio;
  • patente a rischio: se la multa comporta la sospensione della patente o la perdita di molti punti, la scelta va ponderata con particolare attenzione.

Ricordate che il pagamento chiude la partita. Pagare entro 5 giorni dà diritto a uno sconto del 30% (art. 202), salvo per le violazioni che prevedono la confisca del veicolo o la sospensione della patente, ma significa accettare la multa.

Autovelox non omologato: la multa si può contestare?

Dopo la sentenza n. 113 del 2015 della Corte costituzionale, ogni apparecchio che rileva la velocità deve essere sottoposto a verifiche periodiche di funzionalità e taratura: se l’amministrazione non le dimostra, la multa è contestabile. La postazione deve inoltre essere segnalata in anticipo e ben visibile (art. 142, comma 6-bis).

Dal 2024, a partire da un’ordinanza dell’aprile di quell’anno, la Cassazione ha più volte affermato che l’approvazione del modello non equivale all’omologazione richiesta dal Codice, ritenendo non valide le rilevazioni fatte con apparecchi soltanto approvati; nel 2026, però, non sono mancate pronunce di segno diverso.

Il Ministero delle infrastrutture ha poi disciplinato l’omologazione con il decreto 8 giugno 2026 (Gazzetta Ufficiale n. 159 dell’11 luglio 2026), in vigore dal 12 luglio 2026. Il decreto stabilisce che gli apparecchi conformi ai prototipi approvati con i decreti elencati nel suo allegato B «si intendono omologati» e che le nuove regole su taratura e verifiche periodiche si applicano, per quelli già in uso, alla scadenza del rispettivo certificato di taratura. Resta discusso se l’equiparazione valga anche per le multe precedenti al 12 luglio 2026: per quei verbali la contestazione va valutata caso per caso.

Il D.L. 73/2025, convertito dalla L. 105/2025, obbliga inoltre gli enti a comunicare al Ministero i dati di ogni apparecchio, dichiarandone la conformità a un modello approvato od omologato: trascorsi i tempi di attuazione, la comunicazione è condizione per usarlo legittimamente (art. 5, comma 3-bis).

Quali sono gli altri vizi frequenti del verbale?

  • Notifica oltre i 90 giorni: se la violazione non è stata contestata sul posto, il verbale va notificato entro 90 giorni dall’accertamento (art. 201); secondo l’orientamento prevalente conta la data di consegna per la spedizione, non quella di ricezione, e l’accertamento può completarsi dopo l’infrazione se servono verifiche per identificare il responsabile;
  • dati essenziali sbagliati, come targa, luogo o descrizione del fatto, quando impediscono di difendersi;
  • contestazione immediata mancata senza indicarne il motivo, quando fermare il conducente era possibile;
  • notifica irregolare, per esempio a un indirizzo sbagliato;
  • ZTL e semafori con telecamera: apparecchi privi delle autorizzazioni richieste o varchi non segnalati.

Cosa fare quando arriva il verbale?

  1. Segnate la data di notifica: da lì decorrono i 30 e i 60 giorni; per un primo conto potete usare il nostro calcolo delle scadenze.
  2. Se intendete contestare la multa, non pagatela.
  3. Controllate data dell’infrazione, data di spedizione, dati del veicolo e descrizione del fatto.
  4. Per gli autovelox, chiedete all’ente la documentazione: decreto di approvazione o di omologazione del modello, certificato di taratura valido alla data dell’infrazione e prova della comunicazione al Ministero.
  5. Se vi viene chiesto di comunicare i dati del conducente, fatelo comunque nei termini: l’omissione comporta una sanzione autonoma.

Il ricorso deve indicare gli estremi del verbale e i motivi precisi di illegittimità, con i documenti a sostegno: fotografie dei luoghi, prova della spedizione tardiva, attestazioni sulla segnaletica. Motivi generici difficilmente vengono accolti. Conservate la prova della data di invio o di deposito.

Domande frequenti

Una multa dell’autovelox presa prima del decreto del 2026 si può ancora contestare?

Sì, se non l’avete pagata e siete ancora nei termini, 30 o 60 giorni dalla notifica. L’esito dipende dal modello dell’apparecchio, dalla documentazione su taratura e verifiche e dall’orientamento del giudice, perché gli effetti del decreto sulle multe precedenti sono ancora discussi.

Se il Prefetto non risponde cosa succede?

Se il Prefetto non decide entro i termini fissati dalla legge, il ricorso si intende accolto e la multa non è più dovuta. Per questo è importante conservare la prova della data di presentazione.

Serve un avvocato davanti al Giudice di pace?

Nelle opposizioni alle multe si può stare in giudizio personalmente. Nelle questioni tecniche, come quelle sugli autovelox, un legale aiuta però a impostare motivi e prove; per capire come si forma il compenso si può leggere la guida su quanto costa un avvocato.

Se volete un parere sul vostro caso, potete contattare lo Studio a Palermo o a Mussomeli attraverso la pagina sedi e contatti, possibilmente con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza.

Assistenza legale

Ogni caso ha le sue particolarità

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