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Glossario legale
I termini giuridici che ricorrono più spesso, spiegati in modo semplice. Ogni voce rimanda alla guida che li approfondisce.
Famiglia
- Addebito della separazione
- L’addebito è la dichiarazione del giudice che la separazione è dovuta al comportamento di un coniuge contrario ai doveri del matrimonio (art. 151, secondo comma, c.c.). Chi lo subisce perde il diritto al mantenimento, ma conserva gli alimenti se è nel bisogno (art. 156 c.c.). Approfondisci: Abbandono del tetto coniugale: cosa comporta e quando c’è addebito
- Affidamento condiviso
- L’affidamento condiviso è la regola per cui, dopo la separazione, entrambi i genitori conservano la responsabilità genitoriale e prendono insieme le decisioni importanti su istruzione, educazione, salute e residenza dei figli (art. 337-ter c.c.). Non significa che il figlio trascorra metà del tempo con ciascuno. Approfondisci: Affidamento dei figli: condiviso o esclusivo, cosa decide il giudice
- Alimenti
- Gli alimenti sono l’aiuto economico che alcuni familiari devono a un parente in stato di bisogno che non riesce a mantenersi (art. 433 c.c.). Coprono solo il necessario per vivere e sono dovuti, nell’ordine, da coniuge, figli, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle. Approfondisci: Il diritto agli alimenti spetta anche tra fratelli?
- Amministratore di sostegno
- L’amministratore di sostegno è la persona nominata dal giudice tutelare per assistere chi, per un’infermità o una menomazione fisica o psichica, non riesce a provvedere in tutto o in parte ai propri interessi (art. 404 c.c.). Ha soltanto i poteri indicati nel decreto di nomina. Approfondisci: Amministratore di sostegno: quando serve e come si nomina
- Assegno di divorzio
- L’assegno di divorzio è la somma periodica dovuta all’ex coniuge che non ha mezzi adeguati e non può procurarseli per ragioni oggettive (art. 5, comma 6, L. 898/1970). Ha funzione assistenziale e compensativa: non serve a conservare il tenore di vita matrimoniale. Approfondisci: Assegno divorzile: quando spetta, come si calcola e quando finisce
- Assegno di mantenimento
- L’assegno di mantenimento è la somma periodica che, dopo la separazione, un coniuge versa all’altro privo di redditi adeguati (art. 156 c.c.) o un genitore versa per i figli in proporzione ai redditi (art. 337-ter c.c.). Si modifica solo con un provvedimento del giudice. Approfondisci: Assegno di mantenimento dei figli: come si calcola e come si modifica
- Casa familiare
- La casa familiare è l’abitazione in cui la famiglia viveva stabilmente; nella separazione o nel divorzio il giudice ne attribuisce il godimento tenendo conto prioritariamente dell’interesse dei figli (art. 337-sexies c.c.). Senza figli minori o non autosufficienti conviventi, di regola non viene assegnata. Approfondisci: Casa coniugale nella separazione: a chi va e quando si perde
- Comunione legale dei beni
- La comunione legale è il regime patrimoniale dei coniugi che non scelgono la separazione dei beni: gli acquisti fatti durante il matrimonio diventano di entrambi (artt. 159 e 177 c.c.). Restano personali, tra l’altro, i beni ricevuti per donazione o eredità (art. 179 c.c.). Approfondisci: Comunione o separazione dei beni: differenze e cosa conviene
- Convivenza di fatto
- La convivenza di fatto è l’unione stabile di due persone maggiorenni legate da un rapporto di coppia e di reciproca assistenza, non sposate, non unite civilmente e non parenti (art. 1, comma 36, L. 76/2016). Dà alcuni diritti, ma non quelli ereditari. Approfondisci: Unioni civili e convivenze di fatto: diritti e differenze
- Divorzio
- Il divorzio è il provvedimento che scioglie il matrimonio civile o fa cessare gli effetti civili di quello religioso (L. 898/1970). Si può chiedere dopo sei mesi dalla separazione consensuale o dodici da quella giudiziale (art. 3), anche senza il consenso dell’altro coniuge. Approfondisci: Divorzio congiunto o giudiziale: tempi, costi e come funziona
- Responsabilità genitoriale
- La responsabilità genitoriale è l’insieme dei diritti e dei doveri di entrambi i genitori verso i figli: mantenerli, educarli, istruirli e assisterli moralmente (artt. 315-bis e 316 c.c.). Ha sostituito la «potestà»; per gravi violazioni il giudice può dichiararne la decadenza (art. 330 c.c.). Approfondisci: Quando il genitore decade dalla potestà genitoriale?
- Separazione personale
- La separazione personale è la condizione dei coniugi che smettono di vivere insieme senza sciogliere il matrimonio (artt. 150 e seguenti c.c.). È consensuale se si accordano su figli, casa e mantenimento; giudiziale se l’accordo manca e decide il giudice. Approfondisci: Separazione consensuale o giudiziale: differenze, tempi e costi
Successioni
- Accettazione dell’eredità
- L’accettazione è l’atto con cui il chiamato diventa erede: espressa, con una dichiarazione scritta, o tacita, compiendo atti che presuppongono la volontà di accettare, come vendere un bene del defunto (artt. 474-476 c.c.). Il diritto di accettare si prescrive in dieci anni (art. 480 c.c.). Approfondisci: Accettazione dell’eredità: termini, modi e accettazione tacita
- Beneficio d’inventario
- Il beneficio d’inventario è una forma di accettazione dell’eredità che tiene separati i beni del defunto da quelli dell’erede, che paga i debiti ereditari solo fino al valore di ciò che riceve (artt. 484 e 490 c.c.). Si dichiara davanti a notaio o cancelliere. Approfondisci: Eredità con debiti: cosa fare e come usare il beneficio d’inventario
- Dichiarazione di successione
- La dichiarazione di successione è l’adempimento fiscale con cui gli eredi comunicano all’Agenzia delle Entrate i beni del defunto, entro dodici mesi dall’apertura della successione (art. 31 D.Lgs. 346/1990). Serve per le imposte e le volture catastali; non equivale all’accettazione dell’eredità. Approfondisci: Dichiarazione di successione: termini, documenti e imposte
- Diritto di abitazione del coniuge superstite
- Il diritto di abitazione del coniuge superstite è il diritto di continuare ad abitare la casa familiare e di usare i mobili che la arredano, se erano del defunto o comuni (art. 540, secondo comma, c.c.). Spetta anche con altri eredi, per tutta la vita. Approfondisci: Diritto di abitazione del coniuge superstite: cosa spetta
- Divisione ereditaria
- La divisione ereditaria è l’atto, consensuale o giudiziale, che scioglie la comunione tra coeredi e assegna a ciascuno beni corrispondenti alla sua quota (art. 713 c.c.). Ogni coerede può chiederla in qualsiasi momento, salvo limiti di legge; prima della causa è obbligatoria la mediazione. Approfondisci: Scioglimento della comunione fra gli eredi
- Donazione
- La donazione è il contratto con cui una persona, per spirito di liberalità, arricchisce un’altra senza ricevere nulla in cambio (art. 769 c.c.). Salvo quelle di modico valore, va fatta per atto pubblico con due testimoni, a pena di nullità (art. 782 c.c.). Approfondisci: Donazione: quando si può impugnare e cosa cambia con la riforma
- Quota legittima
- La quota legittima è la parte dell’eredità che la legge riserva al coniuge, ai figli e, se mancano figli, agli ascendenti, anche contro il testamento e le donazioni (art. 536 c.c.). Chi è leso può ottenerla con l’azione di riduzione (artt. 553 e seguenti c.c.). Approfondisci: Quota legittima: cosa spetta a figli e coniuge contro il testamento
- Rinuncia all’eredità
- La rinuncia all’eredità è la dichiarazione, resa davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale del luogo di apertura della successione, con cui il chiamato rifiuta l’eredità (art. 519 c.c.). Chi rinuncia non risponde dei debiti del defunto. Approfondisci: Rinuncia all’eredità: come si fa e quando conviene
- Successione legittima
- La successione legittima è quella regolata dalla legge quando manca il testamento o questo riguarda solo parte dei beni (artt. 457 e 565 c.c.). L’eredità va a coniuge, figli, genitori, fratelli e altri parenti fino al sesto grado; in ultimo, allo Stato. Approfondisci: Successione senza testamento: chi eredita e in che quote
- Testamento olografo
- Il testamento olografo è quello scritto per intero, datato e firmato a mano dal testatore (art. 602 c.c.). Non richiede notaio né testimoni, ma è nullo se non è autografo o non è firmato (art. 606 c.c.); dopo la morte va pubblicato da un notaio. Approfondisci: Testamento olografo: come scriverlo perché sia valido
Casa e proprietà
- Azioni possessorie
- Le azioni possessorie sono i rimedi con cui chi possiede un bene chiede al giudice di esservi reintegrato dopo uno spoglio o di far cessare una molestia, senza dover provare di esserne proprietario (artt. 1168 e 1170 c.c.). Vanno proposte entro un anno dal fatto. Approfondisci: Azioni possessorie: cosa fare in caso di spoglio o molestia
- Cedolare secca
- La cedolare secca è il regime fiscale facoltativo per gli affitti di abitazioni: il proprietario paga un’imposta ad aliquota fissa al posto di IRPEF, addizionali e imposte di registro e bollo sul contratto (art. 3 D.Lgs. 23/2011). Finché dura l’opzione, il canone non si aggiorna. Approfondisci: Locazioni con cedolare secca: i vantaggi
- Comodato
- Il comodato è il contratto con cui si presta gratuitamente un bene, per esempio una casa, perché l’altro lo usi e poi lo restituisca (art. 1803 c.c.). Senza un termine o un uso determinato, va restituito appena il proprietario lo chiede (art. 1810 c.c.). Approfondisci: Comodato d’uso gratuito della casa: regole, rischi e restituzione
- Distanze legali
- Le distanze legali sono gli spazi minimi da rispettare tra costruzioni e dal confine, anche per alberi e siepi, fissati dal codice civile, dalle norme urbanistiche e dai regolamenti locali (artt. 873 e 892 c.c.). Il vicino può pretenderne il rispetto. Approfondisci: Distanza dal confine di alberi e piante: quali diritti?
- Immissioni
- Le immissioni sono fumi, calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che arrivano dal fondo del vicino. Il proprietario deve tollerarle finché non superano la normale tollerabilità, valutata anche in base alla condizione dei luoghi (art. 844 c.c.). Approfondisci: Rumori molesti dei vicini: orari, limiti e cosa si può fare
- Impugnazione della delibera condominiale
- L’impugnazione della delibera condominiale è la domanda con cui il condomino assente, dissenziente o astenuto chiede al giudice di annullare una decisione dell’assemblea contraria a legge o regolamento, entro trenta giorni (art. 1137 c.c.). Le delibere nulle si contestano senza limiti di tempo. Approfondisci: Come impugnare una delibera condominiale: termini e procedura
- Sanatoria edilizia
- La sanatoria edilizia, o accertamento di conformità, è il permesso che il Comune rilascia dopo i lavori, dietro pagamento di una somma, per un’opera abusiva conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia nei modi di legge (artt. 36 e 36-bis d.P.R. 380/2001). Non è un condono. Approfondisci: Sanatoria edilizia e Salva casa: come regolarizzare un abuso
- Servitù di passaggio
- La servitù di passaggio è il diritto di attraversare un fondo altrui per raggiungere il proprio (art. 1027 c.c.). Se il fondo è intercluso, cioè senza uscita sulla via pubblica, si ottiene anche contro la volontà del vicino, pagando un’indennità (art. 1051 c.c.). Approfondisci: Servitù di passaggio: diritti, doveri e come si ottiene
- Sfratto per morosità
- Lo sfratto per morosità è il procedimento con cui il proprietario, se l’inquilino non paga il canone, gli intima di lasciare l’immobile e chiede al giudice la convalida (art. 658 c.p.c.). Per le abitazioni l’inquilino può sanare il debito o chiedere un termine di grazia. Approfondisci: Sfratto per morosità: come funziona e quanto dura
- Usucapione
- L’usucapione è l’acquisto della proprietà o di un altro diritto reale grazie al possesso continuato e non interrotto per il tempo previsto dalla legge: di regola vent’anni per gli immobili (art. 1158 c.c.). Non usucapisce chi ha il bene per conto altrui, come l’inquilino. Approfondisci: Usucapione: quando si diventa proprietari di un immobile
- Usufrutto
- L’usufrutto è il diritto di usare un bene altrui e di trarne i frutti, per esempio abitare una casa o affittarla, rispettandone la destinazione economica (art. 981 c.c.). Dura al massimo quanto la vita dell’usufruttuario (art. 979 c.c.); al proprietario resta la nuda proprietà. Approfondisci: Usufrutto della casa: diritti, spese e cosa succede alla morte
Contratti, crediti e danni
- Azione revocatoria
- L’azione revocatoria è la domanda con cui il creditore chiede al giudice di rendere inefficaci nei suoi confronti gli atti con cui il debitore ha impoverito il proprio patrimonio, come donazioni o vendite (art. 2901 c.c.). Si prescrive in cinque anni dall’atto (art. 2903 c.c.). Approfondisci: Azione revocatoria: come il creditore contrasta gli atti del debitore
- Caparra confirmatoria
- La caparra confirmatoria è la somma che una parte versa all’altra alla firma del contratto, a garanzia dell’adempimento. Se è inadempiente chi l’ha versata, l’altro può recedere e trattenerla; se è inadempiente chi l’ha ricevuta, l’altro può recedere ed esigerne il doppio (art. 1385 c.c.). Approfondisci: Caparra e acconto: quali sono le differenze?
- Contratto preliminare
- Il contratto preliminare, o compromesso, è l’accordo con cui le parti si obbligano a stipulare in seguito un contratto definitivo; per gli immobili va fatto per iscritto (art. 1351 c.c.). Se una parte non stipula, il giudice può emettere una sentenza sostitutiva (art. 2932 c.c.). Approfondisci: Compromesso per la casa: come funziona e cosa fare se salta
- Danno biologico
- Il danno biologico è la lesione, temporanea o permanente, dell’integrità psicofisica della persona, accertabile dal medico legale, che incide sulle attività quotidiane e sulla vita di relazione indipendentemente dal reddito (artt. 138 e 139 D.Lgs. 209/2005). Si risarcisce in base a tabelle. Approfondisci: Incidente stradale: come ottenere il risarcimento dall’assicurazione
- Fideiussione
- La fideiussione è la garanzia personale con cui una persona si obbliga verso il creditore a pagare il debito di un altro (art. 1936 c.c.). Salvo patto diverso, il fideiussore risponde in solido: il creditore può chiedere il pagamento direttamente a lui (art. 1944 c.c.). Approfondisci: Fideiussioni ABI: per le Sezioni Unite la nullità non è automatica
- Interessi moratori
- Gli interessi moratori sono quelli dovuti per il ritardo nel pagamento di una somma di denaro, dal giorno della mora (art. 1224 c.c.). Nelle transazioni commerciali tra imprese o con la pubblica amministrazione decorrono senza diffida, al tasso BCE maggiorato di otto punti (D.Lgs. 231/2002). Approfondisci: Interessi legali e moratori tra privati: differenze e tasso 2026
- Messa in mora
- La messa in mora è l’intimazione scritta di adempiere che il creditore rivolge al debitore (art. 1219 c.c.). Rende il debitore responsabile del ritardo, fa decorrere gli interessi moratori, se non decorrono già per legge, e interrompe la prescrizione (art. 2943 c.c.). Approfondisci: Recupero crediti: dalla diffida al pignoramento, passo dopo passo
- Prescrizione
- La prescrizione è l’estinzione di un diritto che il titolare non esercita per il tempo stabilito dalla legge (art. 2934 c.c.): di regola dieci anni, cinque per canoni e danni da fatto illecito, due per i danni da circolazione stradale. Va eccepita dal debitore. Approfondisci: Debiti prescritti: dopo quanto tempo non si pagano (anche le bollette)
- Risoluzione per inadempimento
- La risoluzione per inadempimento è lo scioglimento del contratto che la parte adempiente può chiedere al giudice se l’altra non esegue una prestazione di non scarsa importanza, oltre al risarcimento (artt. 1453 e 1455 c.c.). Si ottiene anche con la diffida ad adempiere. Approfondisci: Risoluzione del contratto: diffida ad adempiere e clausola risolutiva
- Sovraindebitamento
- Il sovraindebitamento è la crisi o l’insolvenza di consumatori, professionisti, piccoli imprenditori e altri debitori esclusi dalla liquidazione giudiziale (art. 2 D.Lgs. 14/2019). Le procedure previste, avviate tramite un Organismo di composizione della crisi, possono portare alla cancellazione dei debiti residui (esdebitazione). Approfondisci: Sovraindebitamento: come liberarsi dai debiti con l’esdebitazione
Processo civile
- Accertamento tecnico preventivo
- L’accertamento tecnico preventivo è il procedimento con cui, prima della causa, si chiede al giudice di nominare un consulente che verifichi lo stato di luoghi o cose, come i difetti di un immobile (art. 696 c.p.c.). Nella forma conciliativa si tenta un accordo (art. 696-bis). Approfondisci: Accertamento tecnico preventivo: cos’è e quando serve
- Appello
- L’appello è l’impugnazione con cui si chiede a un giudice di secondo grado di riesaminare una sentenza di primo grado. Va proposto entro trenta giorni dalla notifica della sentenza o, se non è stata notificata, entro sei mesi dalla pubblicazione (artt. 325 e 327 c.p.c.). Approfondisci: Corte d’appello di Palermo: tardivo l’appello dopo la notifica via PEC
- Decreto ingiuntivo
- Il decreto ingiuntivo è l’ordine di pagamento che il giudice emette su ricorso del creditore, senza sentire il debitore, sulla base di una prova scritta del credito (art. 633 c.p.c.). Il debitore può fare opposizione, di regola entro quaranta giorni dalla notifica (art. 641 c.p.c.). Approfondisci: Decreto ingiuntivo: cos’è e come opporsi entro 40 giorni
- Giudice di pace
- Il giudice di pace è il magistrato onorario competente per le cause civili di minor valore e per alcune materie indicate dalla legge, come le liti tra vicini per rumori e immissioni (art. 7 c.p.c.) e le opposizioni alle multe. Giudica anche alcuni reati minori. Approfondisci: Giudice di pace: le nuove competenze e il rinvio al 2027
- Mediazione civile
- La mediazione civile è la procedura in cui un mediatore imparziale, di un organismo iscritto al registro ministeriale, aiuta le parti a trovare un accordo. In materie come condominio, diritti reali, successioni, locazione e contratti bancari va tentata prima della causa (art. 5 D.Lgs. 28/2010). Approfondisci: Mediazione e negoziazione assistita obbligatorie: quando servono
- Negoziazione assistita
- La negoziazione assistita è l’accordo con cui le parti, ciascuna con un avvocato, si impegnano a cercare una soluzione amichevole della lite (art. 2 D.L. 132/2014). Serve anche per separarsi o divorziare ed è obbligatoria prima di certe cause, come quelle per incidenti stradali. Approfondisci: Separazione consensuale o giudiziale: differenze, tempi e costi
- Patrocinio a spese dello Stato
- Il patrocinio a spese dello Stato permette a chi ha un reddito sotto la soglia di legge di farsi assistere da un avvocato senza pagarne il compenso, a carico dello Stato (artt. 74 e 76 d.P.R. 115/2002). Nel civile la domanda va all’Ordine degli avvocati. Approfondisci: Patrocinio a spese dello Stato: chi ne ha diritto e come si chiede
- Pignoramento
- Il pignoramento è l’atto con cui inizia l’esecuzione forzata: l’ufficiale giudiziario ingiunge al debitore di non sottrarre determinati beni alla garanzia del credito (artt. 491 e 492 c.p.c.). Può colpire beni mobili, immobili o crediti presso terzi, come stipendio e conto corrente. Approfondisci: Pignoramento di stipendio, pensione e conto: quanto si può pignorare
- Precetto
- Il precetto è l’intimazione, notificata con o dopo il titolo esecutivo, a pagare entro almeno dieci giorni, con l’avvertimento che altrimenti si procederà a esecuzione forzata (art. 480 c.p.c.). Perde efficacia se il pignoramento non inizia entro novanta giorni (art. 481 c.p.c.). Approfondisci: Opposizione al precetto e all’esecuzione: come difendersi
- Titolo esecutivo
- Il titolo esecutivo è l’atto che consente al creditore di avviare l’esecuzione forzata, come una sentenza, un decreto ingiuntivo esecutivo, un atto notarile, una cambiale o un assegno (art. 474 c.p.c.). Senza titolo esecutivo non si può pignorare. Approfondisci: Recupero crediti: dalla diffida al pignoramento, passo dopo passo
Lavoro e previdenza
- Contestazione disciplinare
- La contestazione disciplinare è l’addebito scritto e specifico con cui il datore di lavoro avvia il procedimento per sanzionare un dipendente. Prima di applicare una sanzione più grave del rimprovero verbale deve attendere almeno cinque giorni per le difese del lavoratore (art. 7 L. 300/1970). Approfondisci: Contestazione disciplinare: come rispondere e cosa si rischia
- Contratto a termine
- Il contratto a termine è il rapporto di lavoro subordinato con una scadenza prefissata: senza causale dura al massimo dodici mesi, con una delle condizioni di legge fino a ventiquattro (art. 19 D.Lgs. 81/2015). Se è illegittimo, il giudice può trasformarlo a tempo indeterminato. Approfondisci: Contratto a termine: durata massima, proroghe e rinnovi nel 2026
- Demansionamento
- Il demansionamento è l’assegnazione del lavoratore a mansioni inferiori a quelle del suo livello e della sua categoria fuori dai casi ammessi dalla legge (art. 2103 c.c.). Se è illegittimo, si può chiedere il ripristino delle mansioni e il risarcimento del danno provato. Approfondisci: Demansionamento: quando è illegittimo e quali danni spettano
- Dimissioni per giusta causa
- Le dimissioni per giusta causa sono quelle date senza preavviso per un fatto grave del datore di lavoro che non consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto, come il mancato pagamento dello stipendio (art. 2119 c.c.). A differenza di quelle volontarie, danno diritto alla NASpI. Approfondisci: Dimissioni per giusta causa: quando si può e perché spetta la NASpI
- Impugnazione del licenziamento
- L’impugnazione del licenziamento è l’atto scritto, anche stragiudiziale, con cui il lavoratore contesta il licenziamento entro sessanta giorni dalla comunicazione. Nei successivi centottanta giorni deve depositare il ricorso in tribunale o chiedere il tentativo di conciliazione, a pena di decadenza (art. 6 L. 604/1966). Approfondisci: Licenziamento illegittimo: come impugnarlo e cosa si può ottenere
- Mobbing
- Il mobbing è l’insieme di comportamenti ostili e vessatori, sistematici e prolungati, tenuti sul lavoro da datore, superiori o colleghi per emarginare il lavoratore. La legge non lo definisce: la tutela deriva dall’obbligo del datore di proteggere salute e dignità del dipendente (art. 2087 c.c.). Approfondisci: Mobbing sul lavoro: come riconoscerlo e come tutelarsi
- NASpI
- La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione che l’INPS paga ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro e hanno i requisiti contributivi previsti (D.Lgs. 22/2015). La domanda va presentata entro sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto. Approfondisci: NASpI: requisiti, domanda, importo e durata
- Periodo di comporto
- Il periodo di comporto è il tempo massimo di assenza per malattia o infortunio durante il quale il lavoratore conserva il posto; la durata è fissata dal contratto collettivo (art. 2110 c.c.). Il licenziamento per malattia intimato prima che il comporto sia superato è nullo. Approfondisci: Periodo di comporto: quando si può essere licenziati per malattia
- Permessi della legge 104
- I permessi della legge 104 sono i tre giorni al mese di permesso retribuito che spettano al lavoratore dipendente per assistere un familiare con disabilità grave non ricoverato a tempo pieno (art. 33, comma 3, L. 104/1992). Più familiari possono alternarsi, entro tre giorni complessivi. Approfondisci: Legge 104: a chi spetta e come funzionano i permessi al lavoro
- TFR (trattamento di fine rapporto)
- Il TFR è la somma che il datore deve al dipendente alla fine del rapporto di lavoro, per qualsiasi causa: ogni anno si accantona la retribuzione annua divisa per 13,5, rivalutata (art. 2120 c.c.). Se il datore è insolvente, paga il Fondo di garanzia INPS. Approfondisci: TFR e stipendi non pagati: come recuperarli, termini e Fondo INPS
Pubblica amministrazione e TAR
- Accesso agli atti
- L’accesso agli atti è il diritto di vedere e avere copia dei documenti di una pubblica amministrazione, riconosciuto a chi ha un interesse diretto, concreto e attuale collegato a quei documenti (art. 22 L. 241/1990). L’accesso civico generalizzato, invece, spetta a chiunque (D.Lgs. 33/2013). Approfondisci: Accesso agli atti: come ottenere i documenti della PA
- Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA)
- Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana è il giudice d’appello contro le sentenze dei TAR di Palermo e Catania: in Sicilia svolge le funzioni del Consiglio di Stato (D.Lgs. 373/2003). Dà anche il parere, vincolante, sui ricorsi straordinari al Presidente della Regione (Corte cost. 63/2023). Approfondisci: Ricorso al TAR: come funziona, termini e costi
- Ordinanza di demolizione
- L’ordinanza di demolizione è il provvedimento con cui il Comune ordina di rimuovere un’opera abusiva entro novanta giorni dalla notifica. Se non viene eseguita, l’opera e l’area indicata sono acquisite gratuitamente al patrimonio comunale (art. 31 d.P.R. 380/2001). Approfondisci: Ordinanza di demolizione: come difendersi e quando fare ricorso
- Preavviso di rigetto
- Il preavviso di rigetto è la comunicazione con cui, nei procedimenti avviati su domanda del privato, l’amministrazione indica i motivi che ostano all’accoglimento prima di adottare un diniego. L’interessato ha dieci giorni per presentare osservazioni e documenti (art. 10-bis L. 241/1990).
- Ricorso al Prefetto
- Il ricorso al Prefetto è il rimedio gratuito contro una multa del Codice della strada, da presentare entro sessanta giorni dalla contestazione o notifica, in alternativa al giudice di pace (art. 203 D.Lgs. 285/1992). Se è respinto, si paga almeno il doppio del minimo. Approfondisci: Multa ingiusta e autovelox: ricorso al Prefetto o al Giudice di pace?
- Ricorso al TAR
- Il ricorso al TAR è l’azione con cui si chiede al Tribunale amministrativo regionale di annullare un atto della pubblica amministrazione ritenuto illegittimo. Va notificato, di regola, entro sessanta giorni dalla notifica o dalla piena conoscenza dell’atto (artt. 29 e 41 D.Lgs. 104/2010). Approfondisci: Ricorso al TAR: come funziona, termini e costi
- Ricorso straordinario
- Il ricorso straordinario è il rimedio alternativo al TAR contro un atto amministrativo definitivo, da proporre entro centoventi giorni. Per gli atti statali lo decide, dal 20 febbraio 2026, il Presidente del Consiglio di Stato (D.L. 19/2026); in Sicilia, per gli atti regionali e degli enti locali, il Presidente della Regione, conforme al parere del CGA. Approfondisci: Ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana
- Silenzio della pubblica amministrazione
- Il silenzio della pubblica amministrazione, o silenzio-inadempimento, è l’inerzia dell’ente che non conclude un procedimento entro il termine, di regola trenta giorni (art. 2 L. 241/1990). Si può ricorrere al TAR finché dura, ma non oltre un anno dalla scadenza (art. 31 D.Lgs. 104/2010). Approfondisci: Silenzio della pubblica amministrazione: come ottenere una risposta
- Sospensiva
- La sospensiva è la misura cautelare con cui il giudice amministrativo, in attesa della sentenza, sospende gli effetti dell’atto impugnato se il ricorrente rischia un pregiudizio grave e irreparabile (art. 55 D.Lgs. 104/2010). Nei casi di estrema urgenza può concederla il presidente, con decreto. Approfondisci: Sospensiva al TAR: come si ottiene la tutela cautelare
Imprese e appalti
- Avvalimento
- L’avvalimento è il contratto con cui un’impresa che partecipa a una gara pubblica si fa mettere a disposizione da un’altra impresa, detta ausiliaria, le risorse necessarie per avere i requisiti o migliorare l’offerta (art. 104 D.Lgs. 36/2023). Va fatto per iscritto, a pena di nullità. Approfondisci: Avvalimento: come usare in gara i requisiti di un’altra impresa
- Cessione d’azienda
- La cessione d’azienda è il trasferimento del complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per esercitare l’impresa (art. 2555 c.c.). Per le imprese soggette a registrazione il contratto, per atto pubblico o scrittura privata autenticata, va depositato al registro delle imprese entro trenta giorni (art. 2556 c.c.). Approfondisci: Comprare un’impresa: cessione d’azienda o cessione di quote?
- Due diligence
- La due diligence legale è l’analisi dei documenti e dei rischi giuridici di un’impresa svolta prima di acquistarla o di investirvi: società, contratti, lavoro, immobili, contenziosi e autorizzazioni. I problemi emersi si traducono in riduzioni di prezzo, garanzie o condizioni del contratto. Approfondisci: Due diligence legale: cos’è e cosa si controlla prima di comprare
- Interdittiva antimafia
- L’interdittiva antimafia è il provvedimento con cui il prefetto, accertati tentativi di infiltrazione mafiosa, impedisce all’impresa di stipulare contratti con la pubblica amministrazione e di ottenere concessioni ed erogazioni pubbliche (artt. 84, 91 e 94 D.Lgs. 159/2011). Si impugna davanti al TAR. Approfondisci: Interdittiva antimafia: cos’è, effetti sull’impresa e come impugnarla
- Modello 231
- Il modello 231 è il sistema di regole, procedure e controlli che una società adotta per prevenire i reati da cui può derivare la sua responsabilità amministrativa. Se è adottato ed efficacemente attuato prima del reato, può escluderla (artt. 6 e 7 D.Lgs. 231/2001). Approfondisci: Modello 231: a cosa serve e quando conviene adottarlo
- Offerta anomala
- L’offerta anomala, o anormalmente bassa, è quella che per il prezzo o altri elementi appare non sostenibile. La stazione appaltante deve chiedere spiegazioni all’impresa e può escluderla solo se le giustificazioni non dimostrano che l’offerta è seria e realizzabile (art. 110 D.Lgs. 36/2023). Approfondisci: Offerta anormalmente bassa: come si giustifica negli appalti
- I patti parasociali sono accordi tra alcuni soci, esterni allo statuto, che regolano per esempio il voto in assemblea o la vendita delle partecipazioni; vincolano solo chi li firma (art. 2341-bis c.c. per le spa). Se vengono violati, di regola danno diritto soltanto al risarcimento. Approfondisci: Patti parasociali e statuto di srl: le clausole che tutelano i soci
- Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI)
- Il raggruppamento temporaneo di imprese è l’alleanza tra più imprese che partecipano insieme a una gara pubblica, conferendo a una di esse, la mandataria, un mandato collettivo speciale con rappresentanza (art. 68 D.Lgs. 36/2023). Verso la stazione appaltante le imprese rispondono, di regola, in solido. Approfondisci: Raggruppamenti temporanei e consorzi negli appalti pubblici
- Soccorso istruttorio
- Il soccorso istruttorio è la procedura con cui la stazione appaltante chiede all’impresa di integrare o regolarizzare la documentazione di gara mancante o irregolare, entro un termine da cinque a dieci giorni (art. 101 D.Lgs. 36/2023). Non serve a modificare l’offerta tecnica o economica. Approfondisci: Soccorso istruttorio negli appalti: cosa si sana dopo la scadenza
- Subappalto
- Il subappalto è il contratto con cui l’appaltatore affida a un’altra impresa l’esecuzione di una parte delle prestazioni o delle lavorazioni dell’appalto. Negli appalti pubblici va indicato nell’offerta e autorizzato dalla stazione appaltante (art. 119 D.Lgs. 36/2023). Approfondisci: Subappalto: regole, autorizzazione e responsabilità negli appalti
Penale
- Costituzione di parte civile
- La costituzione di parte civile è l’atto con cui chi ha subito un danno da reato chiede il risarcimento nel processo penale, contro l’imputato e l’eventuale responsabile civile (art. 74 c.p.p.). Va fatta nelle prime fasi del processo, a pena di decadenza (art. 79 c.p.p.). Approfondisci: Costituirsi parte civile: come chiedere i danni nel processo penale
- Diffamazione
- La diffamazione è il reato di chi offende la reputazione di una persona assente comunicando con più persone (art. 595 c.p.). È aggravata se commessa con la stampa o con un altro mezzo di pubblicità, come i social network, e si procede su querela. Approfondisci: Diffamazione sui social: come difendersi e ottenere il risarcimento
- Querela
- La querela è la dichiarazione con cui la persona offesa chiede che si proceda penalmente per un reato non perseguibile d’ufficio (art. 120 c.p.). Va presentata, di regola, entro tre mesi dal giorno in cui si è avuta notizia del fatto (art. 124 c.p.). Approfondisci: Querela e denuncia: differenze, termini e come si presentano
- Stalking (atti persecutori)
- Lo stalking, o atti persecutori, è il reato di chi con minacce o molestie ripetute provoca nella vittima un grave stato di ansia o paura, un fondato timore per l’incolumità propria o di persone care, o la costringe a cambiare abitudini (art. 612-bis c.p.). Approfondisci: Stalking: quando è reato, anche sui social, e come difendersi
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