Il diritto agli alimenti spetta anche tra fratelli?

La perdita del lavoro, il ritardo nei pagamenti, scadenze da affrontare, le spese familiari; ci sono periodi in cui le difficoltà economiche sembrano insormontabili e spesso non si sa a quale santo votarsi o a chi rivolgersi.

Tuttavia, forse non tutti sanno che la legge prevede che, in presenza di determinate condizioni, i familiari più prossimi sono obbligati per legge a fornire un aiuto economico al parente in difficoltà.

Non di rado ci si rivolge a fratelli o sorelle e, pertanto, la domanda sorge spontanea: i fratelli o le sorelle sono obbligati a versare gli alimenti?

La risposta sembrerebbe affermativa.

Il codice civile, infatti, all’art. 433 infatti, stabilisce che tra le persone obbligate a versare gli alimenti ai familiari in condizioni di indigenza ci sono anche i fratelli.

Questo è il testo: “All’obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell’ordine:

1) il coniuge [51156];

2) i figli [legittimi o legittimati o naturali o adottivi] anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi[anche naturali];

3) i genitori [279] e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimo, anche naturali; gli adottanti;

4) i generi e le nuore [434];

5) il suocero e la suocera;

6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali [439] 

Tuttavia per chiedere gli alimenti ai fratelli è necessario dimostrare una serie di presupposti di non facile prova. Eccoli qui di seguito:

  • innanzitutto bisogna dimostrare diversare in stato di bisogno (ad esempio non essere in grado di sostenere le spese per il vitto, l’alloggio e per le medicine).

Si pensi a una persona che sia divenuta invalida e non possa più lavorare né procurarsi altri redditi;

  • non vi devono essere altri familiari più prossimi o, se esistenti, non devono avere le possibilità economiche per sostenere l’indigente.

Con riferimento a quest’ultimo punto è necessario un approfondimento.

Esiste un preciso ordine di soggetti a cui va chiesto il mantenimento. In particolare la domanda si propone nei confronti degli obbligati, nell’ordine seguente:

  • al coniuge;
  • in sua assenza ai figli
  • in loro assenza ai nipoti
  • in loro assenza ai genitori
  • in loro assenza ai generi e nuore
  • in loro assenza al suocero e alla suocera
  • in loro assenza ai fratelli e sorelle (germani o unilaterali).

Chi chiede gli alimenti a un obbligato in ordine successivo (ad esempio ai figli) deve dimostrare che gli obbligati di grado anteriore (ad esempio il coniuge) non hanno la possibilità economica di adempiere, in tutto o in parte, alla loro obbligazione.

Quindi, per essere mantenuti dal fratello è necessario:

  • non essere sposati o che il proprio coniuge sia anch’egli incapace di provvedere all’altrui mantenimento;
  • non avere figli o che anche questi non abbiano un reddito sufficiente;
  • avere i genitori defunti o, se ancora in vita, incapaci economicamente;
  • non avere generi o nuore o, se esistenti, incapaci economicamente;
  • non avere suocero e/o suocera o, se esistenti, incapaci economicamente.

Una volta che verificata la sussistenza di tali requisiti è possibile iniziare una causa contro un fratello per farti pagare gli alimenti.

Quest’ultimo però potrebbe difendersi sostenendo di non avere anche lui le capacità economiche.

Come superare tale ostacolo?

E’ necessario ottenere, meglio se prima di avviare la causa, la sua dichiarazione dei redditi o il Cud.

A tal proposito, la sentenza del TAR Sardegna n. 492/2018 ha stabilito che è legittimo l’accesso agli atti fiscali di un contribuente se ciò serve per far valere i propri diritti patrimoniali o personali in tribunale. Ciascuno ha diritto a difendersi, recita l’articolo 24 della Costituzione, e ciò anche in barba all’altrui privacy.

Dunque, l’Agenzia delle Entrate o l’Inps devono dare copia rispettivamente della dichiarazione dei redditi o del C.U. del familiare – nella specie il fratello – sospettato di godere di un tenore di vita più elevato e di poter perciò versare il mantenimento.

La regola vale anche per il documento contributivo-previdenziale, il quale fotografa in modo immediato e certo la percezione di un reddito che pure sarà documento solo dopo la scadenza del termine per presentare la relativa dichiarazione.

% Commenti (12)

Salve sono invalido al 75% ho 2 sorelle e 1 fratello che hanno case di propieta’ ,e non gli manca assolutamente niente, per 5 anni ho seguito mio padre infermo,e loro 3 non si sono mai prestati nemmeno fisicamente, pero con la sua pensione sociale e l accompagnamento e la mia di 290 si riusciva a vivere e pagare l affitto , dalla morte di mio padre man mano le cose si stanno facendo pesanti, e non riesco piu’ a sostenermi e crearmi reddito per una mia malattia anche riconosciuta dalla commissione, questi mi evitano e mi umiliano dicendo vai a lavorare, non si sono mai interessati dei miei disagi fisici, che l intervento chirurgico non mi guarisce comunque , e non riesco a pagare piu’ l affitto, i miei presunti fratelli hanno avuto tutta la calma di farsi case e redditi, una mia sorella sapendo di questa legge si e spostata la residenza, ma basta andare al comune e spiegare che non vive li..un altro mio fratello si nasconde propio da me fa affari e mi ha sempre escluso , sia a me che a mio padre defunto

Vorrei far intervenire il Tribunale o Giudice di pace non so

Grazie

Salve sono invalido al 75% ho 2 sorelle e 1 fratello che hanno case di propieta’ ,e non gli manca assolutamente niente, per 5 anni ho seguito mio padre infermo,e loro 3 non si sono mai prestati nemmeno fisicamente, pero con la sua pensione sociale e l accompagnamento e la mia di 290 si riusciva a vivere e pagare l affitto , dalla morte di mio padre man mano le cose si stanno facendo pesanti, e non riesco piu’ a sostenermi e crearmi reddito per una mia malattia anche riconosciuta dalla commissione, questi mi evitano e mi umiliano dicendo vai a lavorare, non si sono mai interessati dei miei disagi fisici, che l intervento chirurgico non mi guarisce comunque , e non riesco a pagare piu’ l affitto, i miei presunti fratelli hanno avuto tutta la calma di farsi case e redditi, una mia sorella sapendo di questa legge si e spostata la residenza, ma basta andare al comune e spiegare che non vive li..un altro mio fratello si nasconde propio da me fa affari e mi ha sempre escluso , sia a me che a mio padre defunto

Vorrei far intervenire il Tribunale o Giudice di pace non so

Grazie

Buongiorno, sono un insegnante di 53 anni sposato con figlio maggiorenne non più a carico che lavora anche come libero professionista (limiti di guadagno lordo circa 10000 euro). Mia moglie è infermiera professionale. Abbiamo una casa di proprietà per la quale pagheremo il mutuo fino al 2032 ed entrambi paghiamo 300 euro mensili a testa per avere un reddito oltre alla pensione quando saremo anziani. Ora mio padre non è più autosufficiente. Egli possiede una buona pensione di circa 1500 euro ma non basterà per il suo soggiorno in casa di riposo, dove tra l‘altro non vuole andare. Negli ultimi 30 anni ha sperperato una parte del patrimonio di famiglia (metà del ricavo dell‘appartamento di famiglia dopo il divorzio oltre allo sperpero dell’eredità dei miei nonni insieme alla sua allora moglie, mia madre) con viaggi in paesi esotici e contraendo circa 25.000 Euro di debiti bancari oltre alle somme spese già accennate, l‘assicurazione a vita di mio figlio, una piccola eredità e i suoi stipendi da amministratore condominiale che ha guadagnato oltre alla pensione. I miei genitori si sono separati 20 anni fa ed hanno venduto l‘appartamento di famiglia; anche mia madre dopo aver aperto un’attività bed and breakfast fallita per l’incapacità di gestire la struttura l’ha venduta e insieme al suo nuovo marito sta sperperando a piene mani il ricavo con crociere, saloni di bellezza, automobili. Essa percepisce una pensione di 800 Euro, il marito 87enne una pensione di circa 1400 euro. Mia sorella lavora per gran parte per conto proprio in nero e si trova con pochissimi contributi pagati a oltre 50 anni; non dovrà nemmeno contribuire al mantenimento di mio padre.
Le chiedo gentilmente consiglio. Dovrò pagare anche per mia madre e per mia sorella quando per forza di cose i soldi di mia madre saranno finiti e mia sorella a un certo punto non potrà più lavorare e avrà probabilmente una pensione minima? Cosa possiamo fare mia moglie ed io per avere un minimo di tranquillità economica negli anni futuri senza dover foraggiare chi non ha saputo gestire il suo notevole patrimonio e mal gestito la sua vita come mia sorella che da un prestigioso lavoro a tempo indeterminato 20 anni fa ha preferito iniziare a lavorare in nero? La ringrazio in anticipo.

Avvocato Di Carlo

La sua situazione non può essere affrontata tramite un commento poiché necessita di un accurato parere legale che potrà richiedere al Suo legale di fiducia.
Cordialità

Mio marito è invalido e prende una pensione di invalidità al 100% e la moglie a carico per accudirlo è obbligato a mantenere una sorella sposata che non ha reddito la pensione di mio marito è di 1500€

Avvocato Di Carlo

Se la sorella è sposata il dovere di mantenimento grava sul coniuge.

Patrizia Zanardelli

Buonasera..ho 38 anni e lavoro mio padre malato 100% invalido di 68 annj pensionato vive con me,ma x i debiti gli portano via anche delle rate,il mio problema e che ho anche a carico un fratello di 30 anni disoccupato da più di un anno e mezzo,io già a malapena pago mutuo casa e macchina,mi hanno detto che siccome vive con noi non può chiedere niente ,chi mi può aiutare,non riesco più a mantenere anche lui che non trova lavoro…che richieste devo fare?grazie

Buongiorno,
Volevo sapere, dato che mia mamma sta molto male e sta per arrivare il suo momento, io ho una sorella che vive a casa con lei nulla tenente, il giorno in cui verrà a mancare mia mamma sarò io a dovermi prendere cura di lei o i miei due figli perché da quello che leggo prima devono occuparsene i nipoti e poi eventualmente i fratelli o le sorelle .
Aggiungo anche che mia sorella è divorziata e percepisce dall’ex marito € 300 al mese.
Grazie

Avvocato Di Carlo

La risposta al suo quesito presuppone uno studio intero della vicenda familiare, dei rapporti e dei legami di parentela.

Buonasera,
ho mio fratello in casa di riposo da 9 anni, è autosufficiente e percepisce una pensione più alta della mia. Per pagare l’intera rata della retta abbiamo richiesto ed ottenuto un integrazione dal comune in quanto l’importo della sua pensione non era sufficiente. Fino ad ora ho pagato io mensilmente il costo delle sigarette, adesso non posso più per problemi miei e la casa di riposo minaccia di buttare fuori mio fratello (preciso che se non fuma diventa violento con il personale e gli altri ospiti).
Se resta senza dimora ho l’obbligo del mantenimento nei suoi confronti? (In più io vivo in una casa che non è di mia proprietà)Se io non ho più la possibilità l’obbligo ricade sui miei figli? (I quali, anche loro, non hanno possibilità di mantenerlo). Mio fratello non è sposato e non ha figli.
Grazie in anticipo per la risposta.

Salve sono sposata e sono a carico di mio marito però mio marito è stato convocato al tribunale per decidere un amministratore di sostegno per un suo fratello che poi tralaltro non si vedono e non parlano da 40 ani ,insomma la domanda è lui e obligato al suo mantenimento? Grazie In anticipo per una suo risposta (lui e anche monoreddito e abbiamo anche un mutuo)

Avvocato Di Carlo

Essere nominato amministratore di sostegno non vuol dire mantenere il soggetto, ma solamente prendersene cura.
Le consiglio di verificare chi ha fatto istanza al tribunale; comunque suo marito può anche rifiutare.

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