Querela e denuncia: differenze, termini e come si presentano

Querela e denuncia a confronto: chi le presenta, entro quali termini, quali reati richiedono la querela dopo la riforma Cartabia, dove si depositano e cosa comporta il ritiro.

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Querela e denuncia: differenze, termini e come si presentano

La denuncia è l’atto con cui chiunque informa la polizia o il pubblico ministero di un reato perseguibile d’ufficio; la querela è la dichiarazione con cui la persona offesa chiede di procedere per un reato che, senza la sua iniziativa, non può essere punito (artt. 333 e 336 c.p.p.). La querela va presentata di regola entro tre mesi da quando si è saputo del fatto (art. 124 c.p.) e si può ritirare; la denuncia non ha scadenza e non si ritira.

Dalla distinzione dipende se il procedimento potrà iniziare, entro quando muoversi e se la vittima potrà fermarlo. Vediamo quali reati richiedono la querela dopo la riforma Cartabia, come si presenta, se esiste online e cosa comporta ritirarla.

In breve

  • La querela spetta alla persona offesa e si presenta entro tre mesi dalla notizia del fatto, sei per lo stalking e dodici per la violenza sessuale (artt. 124, 612-bis e 609-septies c.p.).
  • La denuncia può farla chiunque; per pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio è un obbligo (art. 331 c.p.p.).
  • Entrambe si presentano a carabinieri, polizia o procura, a voce o per iscritto; a settembre 2026 non esiste una querela interamente online per i cittadini.
  • La remissione della querela estingue il reato se il querelato non la rifiuta; le spese restano a suo carico, salvo accordo diverso (art. 152 c.p. e art. 340 c.p.p.).

Che differenza c’è tra querela e denuncia?

Tutto dipende dalla procedibilità del reato. La maggior parte dei reati è procedibile d’ufficio: se l’autorità ne viene a conoscenza, in qualunque modo, deve indagare. Altri, meno gravi o legati alla sfera personale, sono procedibili a querela: senza la richiesta della vittima non si procede.

  • Chi la presenta: la denuncia chiunque, anche un testimone; la querela solo la persona offesa. Per i minori di quattordici anni querela il genitore o il tutore; dopo, il minore può farlo anche da solo (art. 120 c.p.).
  • Obbligo: per il privato la denuncia è di regola una facoltà; pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio devono denunciare i reati conosciuti per il loro lavoro.
  • Termini e ritiro: la querela ha una scadenza e si può ritirare; la denuncia no, perché il procedimento non dipende più da chi l’ha fatta.

Non servono formule: anche un esposto vale come querela se esprime con chiarezza la volontà che il colpevole sia perseguito. Meglio, comunque, scriverlo in modo esplicito.

Quali reati sono procedibili a querela dopo la riforma Cartabia?

La riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022, in vigore dal 30 dicembre 2022) ha allungato l’elenco dei reati procedibili a querela. Oggi la richiedono, tra gli altri:

  • le lesioni personali con malattia fino a quaranta giorni, senza aggravanti (art. 582 c.p.), e le lesioni stradali gravi o gravissime non aggravate (art. 590-bis c.p.);
  • la minaccia non grave, la violenza privata e la violazione di domicilio senza violenza alle persone (artt. 610, 612 e 614 c.p.);
  • il furto (art. 624 c.p.) e la truffa, anche online (art. 640 c.p.), salvo alcune ipotesi aggravate;
  • la diffamazione, anche sui social, di cui parliamo nella guida sulla diffamazione online.

Si procede invece d’ufficio se la persona offesa è incapace per età o infermità, in varie ipotesi aggravate e, dal 2023, per i delitti aggravati dal metodo mafioso o dalla finalità di terrorismo (L. 60/2023). Restano procedibili d’ufficio, per esempio, il furto in abitazione e lo scippo (art. 624-bis c.p.) e i maltrattamenti in famiglia.

Entro quando si presenta la querela?

Il termine ordinario è di tre mesi e decorre dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto, non da quello in cui è accaduto (art. 124 c.p.): chi scopre una truffa settimane dopo il pagamento conta i tre mesi dalla scoperta. Scaduto il termine, il reato non è più perseguibile, ma resta possibile chiedere il risarcimento in sede civile.

Alcuni reati hanno termini più lunghi: sei mesi per gli atti persecutori (art. 612-bis c.p.) e dodici per la violenza sessuale, la cui querela è irrevocabile (art. 609-septies c.p.). Per lo stalking la remissione è ammessa solo davanti al giudice e mai se il fatto è commesso con minacce gravi e ripetute: i dettagli sono nella guida sullo stalking.

Il diritto di querela si perde anche con la rinuncia, espressa o tacita, che vale verso tutti gli autori del reato. Nel dubbio sulla decorrenza, meglio non aspettare l’ultimo giorno.

Come e dove si presenta? Si può fare online?

Querela e denuncia si presentano al pubblico ministero o alla polizia giudiziaria: procura della Repubblica, carabinieri, polizia; la querela anche a un agente consolare all’estero (art. 337 c.p.p.). Non occorre andare nel luogo del reato: a Mussomeli basta la stazione dei carabinieri del paese, che trasmetterà l’atto alla procura competente.

  1. Forma: a voce, con un verbale da firmare, o per iscritto; lo scritto può essere consegnato da un incaricato o spedito per raccomandata, con firma autenticata.
  2. Contenuto: fatti in ordine cronologico, date, luoghi, autore se noto, testimoni, documenti e la volontà esplicita che si proceda.
  3. Domicilio: dalla riforma Cartabia chi querela indica dove ricevere le notifiche, anche un indirizzo PEC.
  4. Avvisi: chiedete di essere informati di un’eventuale richiesta di archiviazione, per potervi opporre entro venti giorni, trenta per i delitti con violenza alla persona (art. 408 c.p.p.).
  5. Ricevuta: tenete copia dell’atto con data e luogo di presentazione, che prova il rispetto del termine.

Una querela interamente online per i cittadini non esiste ancora: la Polizia di Stato sperimenta una pre-denuncia via web, con SPID o CIE, solo in alcune questure del Lazio, da formalizzare di persona entro 48 ore. Tramite un avvocato con procura speciale, invece, la querela si deposita in procura per via telematica, come spiega l’articolo sul processo penale telematico.

Si può ritirare la querela? Cosa succede?

Sì: la remissione della querela estingue il reato (art. 152 c.p.). Può essere espressa, con una dichiarazione all’autorità o alla polizia giudiziaria, o tacita, con fatti incompatibili con la volontà di proseguire. Dopo la riforma Cartabia vale come remissione tacita anche la mancata comparizione ingiustificata del querelante citato come testimone, salvo che sia una persona vulnerabile.

La remissione deve arrivare prima che la condanna sia definitiva, non può avere condizioni e non ha effetto se il querelato la rifiuta (art. 155 c.p.). Le spese restano a carico del querelato, salvo diverso accordo: per questo accompagna spesso una transazione con il risarcimento.

Anche senza remissione, il giudice dichiara estinto il reato a querela se l’imputato ha riparato interamente il danno entro l’apertura del dibattimento (art. 162-ter c.p.), esclusi lo stalking e i casi di querela irrevocabile. Attenzione al rischio opposto: se il fatto non sussiste o l’imputato non l’ha commesso, il querelante può essere condannato alle spese e, con colpa grave, ai danni (artt. 427 e 542 c.p.p.).

Domande frequenti

Per presentare una querela serve un avvocato?

No, si può presentare da soli e non si paga nulla. L’avvocato aiuta a descrivere i fatti e a scegliere le prove, ed è necessario per chiedere i danni nel processo con la costituzione di parte civile.

Posso fare querela se non so chi è il colpevole?

Sì, contro ignoti: descrivete i fatti e allegate ciò che può aiutare a identificare l’autore, come numeri di telefono, profili social, targhe o estremi di bonifici.

Se ritiro la querela devo pagare le spese?

Di regola no: restano a carico del querelato, salvo che nell’atto di remissione si sia concordato diversamente (art. 340 c.p.p.). Se il querelato rifiuta la remissione, il processo prosegue.

Scegliere tra querela, denuncia e causa civile, e rispettare i termini, può incidere sull’esito della vicenda. Se avete subito un reato, lo Studio Legale Di Carlo, a Palermo e Mussomeli, può aiutarvi a valutare i fatti e a preparare l’atto: i recapiti sono nella pagina sedi e contatti.

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