Medicina generale: quando si entra al corso in soprannumero

Chi può entrare in soprannumero al corso di formazione in medicina generale, cosa ha deciso il TAR di Palermo, il bando siciliano 2026-2029 e come impugnare gli atti.

Aggiornato il

5 min di lettura

Medicina generale: quando si entra al corso in soprannumero

I medici iscritti al corso di laurea in medicina prima del 31 dicembre 1991 e abilitati alla professione possono essere ammessi al corso di formazione specifica in medicina generale in soprannumero, cioè oltre i posti a concorso, e senza borsa (art. 3 della legge 401/2000). Il TAR di Palermo, in un giudizio contro gli atti dell’avviso regionale per queste ammissioni, ha confermato che la legge non le subordina ad alcun limite numerico.

La regola è ancora in vigore, ma riguarda una platea sempre più ristretta: per quasi tutti i medici l’accesso passa dal concorso regionale, che in Sicilia per il triennio 2026-2029 mette a disposizione 184 posti. Vediamo il caso, la decisione, le regole di oggi e come si impugnano gli atti della Regione.

In breve

  • Per lavorare come medico di medicina generale nel Servizio sanitario nazionale serve il diploma di formazione specifica in medicina generale (art. 21 D.Lgs. 368/1999), rilasciato dopo un corso triennale a tempo pieno.
  • Al corso si accede con un concorso regionale per esami, con borsa di studio: in Sicilia il bando 2026-2029 (D.A. n. 597 del 21 maggio 2026) prevede 184 posti.
  • I medici iscritti a medicina prima del 31 dicembre 1991 e abilitati sono ammessi a domanda in soprannumero, senza borsa (art. 3 L. 401/2000), e secondo la giurisprudenza amministrativa senza tetti numerici.
  • Gli atti della Regione Siciliana si impugnano al TAR entro 60 giorni o con ricorso straordinario al Presidente della Regione entro 120; l’appello va al CGA.

Cosa è successo?

Una dottoressa in possesso dei requisiti della legge 401/2000 aveva presentato domanda di ammissione in soprannumero al corso triennale di formazione specifica in medicina generale, sulla base dell’avviso pubblicato dalla Regione. La domanda non era stata accolta e le lezioni erano già cominciate.

Con il ricorso al TAR di Palermo sono stati impugnati i provvedimenti relativi all’avviso. La tesi era semplice: chi ha i requisiti della legge ha diritto all’ammissione in soprannumero e non deve passare dal concorso, né può essere escluso perché i posti disponibili sono già esauriti. La dottoressa è stata assistita dagli avvocati Sandro Di Carlo e Giancarlo Pellegrino.

Cosa ha deciso il TAR di Palermo?

La dottoressa è stata ammessa al corso già nella fase cautelare, cioè d’urgenza. Prima il presidente del TAR con decreto, poi il collegio con ordinanza hanno disposto l’ammissione immediata in soprannumero: le argomentazioni del ricorso sono state ritenute fondate a un primo esame e la situazione di estrema gravità e urgenza era evidente, perché ogni settimana di lezioni perse pesava sulla formazione. Come funzionano queste misure è spiegato nella guida sulla sospensiva al TAR.

La sentenza ha poi accolto il ricorso e confermato l’ammissione. Per il TAR la legge riconosce ai medici con quei requisiti un regime di favore: l’ammissione in soprannumero non è subordinata a un limite numerico legato al fabbisogno del Servizio sanitario.

È l’orientamento seguito anche da altri tribunali amministrativi. La norma tutela chi si era iscritto a medicina quando per fare il medico di famiglia non serviva una formazione specifica, poi resa obbligatoria dal D.Lgs. 256/1991; per questo tetti o contingenti fissati in via amministrativa non possono restringere un’ammissione che la legge concede a domanda.

Cosa vale oggi?

Il corso è disciplinato dal D.Lgs. 368/1999 (articoli 21 e seguenti) e dal D.M. Salute del 7 marzo 2006. Non è una scuola di specializzazione universitaria: è un corso organizzato dalle Regioni, che ogni anno fissano il contingente d’intesa con il Ministero della Salute e bandiscono il concorso (art. 25). Il bando siciliano 2026-2029 prevede:

  • 184 posti con borsa di studio, per laureati in medicina e chirurgia;
  • una prova scritta di 100 quesiti a risposta multipla di medicina clinica, in due ore, nello stesso giorno in tutta Italia;
  • abilitazione e iscrizione all’albo entro l’inizio del corso, previsto entro dicembre 2026;
  • frequenza a tempo pieno per tre anni, con almeno 4.800 ore e le incompatibilità dell’art. 11 del D.M. del 2006;
  • scorrimento della graduatoria solo fino a 60 giorni dall’inizio del corso.

L’ammissione in soprannumero della legge 401/2000 resta in vigore. La Regione pubblica per ogni triennio un avviso: per il corso 2023-2026 la domanda andava inviata via PEC entro 30 giorni dalla pubblicazione. Chi è ammesso così non riceve la borsa, ma può svolgere attività libero-professionale compatibile con il corso.

Non è più operativa, invece, la graduatoria riservata senza borsa per i medici con almeno 24 mesi di incarichi convenzionali negli ultimi dieci anni: l’art. 12, comma 3, del D.L. 35/2019 la prevedeva fino al 31 dicembre 2022, dopo la proroga della legge 178/2020.

Come si fa ricorso?

Bando, graduatoria, esclusione e diniego dell’ammissione in soprannumero sono atti della Regione Siciliana. Si impugnano davanti al TAR di Palermo entro 60 giorni dalla comunicazione o dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione (art. 29 c.p.a.). Le fasi del giudizio, i costi e l’appello al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana sono spiegati nella guida al ricorso al TAR.

In alternativa si può proporre, entro 120 giorni, il ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana, deciso sul parere del CGA, che la giurisprudenza ritiene vincolante: costa meno ma non offre una tutela cautelare altrettanto rapida. Prima di decidere conviene:

  1. chiedere l’accesso agli atti del concorso, che il bando consente entro 30 giorni dalla pubblicazione della graduatoria;
  2. segnalare entro 10 giorni gli errori materiali della graduatoria, che la Regione può correggere da sé;
  3. valutare la domanda cautelare, perché il corso parte e i posti si assegnano in tempi brevi.

Sugli errori di punteggio e sulle esclusioni nei concorsi c’è una guida dedicata: come impugnare l’esclusione o la graduatoria.

Domande frequenti

Chi entra in soprannumero ha diritto alla borsa di studio?

No. L’art. 3 della legge 401/2000 esclude la borsa per chi è ammesso in soprannumero; in cambio consente l’attività libero-professionale, purché compatibile con gli obblighi del corso.

Si può frequentare il corso lavorando o facendo una specializzazione?

Il corso è a tempo pieno e valgono le incompatibilità dell’art. 11 del D.M. 7 marzo 2006, con le eccezioni previste dalla legge. Chi è iscritto a una scuola di specializzazione o a un dottorato deve rinunciarvi per frequentare.

Il corso di medicina generale è una specializzazione?

Nel linguaggio comune sì, ma giuridicamente no: è un corso di formazione specifica organizzato dalle Regioni. Il diploma finale è il titolo richiesto per lavorare come medico di medicina generale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.

Ogni domanda di ammissione dipende dai requisiti posseduti e dagli atti del singolo bando, e i termini per reagire sono brevi. Per una valutazione della tua situazione puoi contattare lo studio nelle sedi di Palermo e Mussomeli.

Assistenza legale

Ogni caso ha le sue particolarità

Un articolo offre un orientamento generale. Per sapere come le norme si applicano alla tua situazione, lo studio esamina fatti e documenti e ti indica le strade percorribili, con tempi e costi.