Testamento: quando si può impugnare?

Quando muore un nostro caro possiamo essere chiamati a diventare suoi eredi (o legatari), a rilevare cioè i beni che questa persona ha accumulato in vita.

Tralasciando la differenza tra erede e legato, è, comunque, necessario che il soggetto testatore assicuri ai parenti più stretti (c.d. eredi legittimari) la quota che la legge assicura ad essi; il testatore, infatti, non può violare il diritto dei suoi eredi di accedere a parte dell’eredità che spetta loro per legge.

Coniuge, figli legittimi, figli adottivi devono sempre vedersi garantito il diritto di entrare in possesso di una parte dei beni o del denaro del loro familiare defunto.

Che il testamento sia pubblico (redatto da un notaio), olografo (scritto di proprio pugno dal testatore) o segreto (custodito dal notaio ma non reso pubblico), deve comunque rispettare questi obblighi di legge.

Quando un testamento è nullo?

Il testamento può dichiararsi nullo in radice quando al suo interno sono contenute anomalie talmente gravi e inaccettabili da negare a quel documento scritto qualsiasi validità.

E’ come se non fosse mai stato scritto.

I casi sono:

  • quando contiene nullità formali: ad esempio non c’è la firma o l’autografia, manca la data, quando il documento non è stato scritto dal testatore;
  • quando contiene nullità sostanziali: ad esempio contiene disposizioni illecite, non tiene conto del diritto degli eredi legittimi, o è stato fatto a favore di persone incapaci a riceverlo

Quando un testamento è annullabile?

Un testamento può anche essere annullabile quando ci sono dei difetti più lievi rispetto a quelli già affrontanti che, comunque, lo inficiano.

Alcuni esempi: quando la data è incompleta, quando la persona che lo ha redatto è incapace (ad esempio sotto effetto di sostanze stupefacenti oppure incapace mentalmente), nei casi di violenza o dolo che hanno spinto una persona a fare testamento (un testamento estorto).

Per far valere i vizi appena esaminati è necessario promuovere un apposito giudizio davanti al Tribunale chiedendo, a seconda dei casi, la nullità del testamento o l’annullamento.

Quali sono i termini per impugnare un testamento?

Partendo da presupposto che l’impugnazione del testamento può avvenire solo dopo la morte del testatore, perché sino ad allora il testamento è sempre revocabile, i termini per impugnare il testamento variano a seconda del vizio che intendiamo sollevare.

Lesione di legittima.

Abbiamo detto che il testatore, per legge, deve lasciare un parte del suo patrimonio agli eredi più stretti (coniuge e figli) per cui, se non lo fa o lo fa in parte non assicurando loro quanto gli spetta, siamo di fronte alla c.d. “lesione di legittima”, ovvero la quota di eredità che spetta agli eredi.

Se viene violata si può impugnare il testamento entro 10 anni dall’apertura della successione.

Testamento redatto da persona incapace.

Affinché un testamento sia valido (o comunque non soggetto a censure) è bene utilizzare sempre la formula “Io sottoscritto Mario Rossi, nel pieno delle mie capacità fisiche e mentali nomino miei eredi…”.

La condizione mentale e fisica è un presupposto necessario affinché quel testamento sia valido.

Se invece una persona scrive le proprie volontà testamentarie mentre si trova in una condizione di incapacità, il testamento in oggetto può essere impugnato chiedendone l’invalidità.

È il tipico caso di una persona interdetta o inferma, momentaneamente incapace (sotto effetto di alcol o droghe, farmaci) o che comunque non sia capace di intendere e volere nel momento in cui lo scrive.

In questo caso i termini per impugnare il testamento si accorciano a 5 anni a partire dal giorno dell’esecuzione della disposizione testamentaria , ovvero da quando l’eredità è stata devoluta agli eredi.

Testamento falso.

Quanto il testamento viene redatto e sottoscritto di proprio pugno dal testatore siamo in presenza di un testamento olografo.

Se sorge il dubbio che il testamento sia stato scritto o meno dal congiunto, possiamo anche in questo caso impugnarlo entro 5 anni che decorrono dall’apertura della successione.

Testamento con vizio di violenza, dolo, errore.

Un testamento può anche essere estorto a colui che decide di farlo.

É possibile che qualcuno convinca con la violenza o con la circuizione una persona a fare testamento in suo favore che si limita a firmare nonostante sia contrario alle disposizioni contenute.

Anche in questo caso si può impugnare il testamento entro 5 anni, questa volta però dal momento in cui abbiamo avuto notizia della violenza, del dolo o dell’errore.

Testamento con vizi di forma.

Quando il testamento riporti dei vizi di forma (manca l’autografia, non c’è la firma, manca la data, ecc.) possiamo impugnare il testamento entro 5 anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie (è stata quindi già accettata l’eredità e c’è stato un atto esecutivo con cui si è consegnato un bene in mano al beneficiario del testamento).

 

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