Decreto Dignità: ecco cosa prevede

Lunedì sera il governo ha approvato il c.d. “decreto dignità, ovvero un decreto legge che contiene una serie di interventi in particolare sul lavoro.

Il testo definitivo, composto da 12 articoli, prende forma nel tardo pomeriggio con le riunioni informali che terminano appena pochi minuti prima l’inizio ufficiale del Cdm.

Tra le misure principali un pacchetto di articoli per dare una prima decisa spallata al Jobs Act, come ribadito più volte.

Un decreto legge come quello approvato ieri dal governo è uno strumento legislativo che serve a intervenire su un tema per ragioni di urgenza: entra immediatamente in vigore, ma deve essere confermato dal Parlamento, ed eventualmente modificato, entro 60 giorni.

Ecco in breve cosa è stato previsto:

CONTRATTI A TEMPO – Il provvedimento, si legge nella nota di Palazzo Chigi, mira in particolare a limitare l’utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, favorendo i rapporti a tempo indeterminato.

Si riduce in tal modo il lavoro precario, riservando la contrattazione a termine ai casi di reale necessità da parte del datore di lavoro. A questo scopo, si prevede che, fatta salva la possibilità di libera stipulazione tra le parti del primo contratto a tempo determinato, di durata comunque non superiore a 12 mesi di lavoro in assenza di specifiche causali, l’eventuale rinnovo dello stesso sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee e limitate.

In presenza di una di queste condizioni già a partire dal primo contratto sarà possibile apporre un termine comunque non superiore a 24 mesi.

Al fine di indirizzare i datori di lavoro verso l’utilizzo di forme contrattuali stabili, inoltre, si prevede l’aumento dello 0,5% del contributo addizionale – attualmente pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, a carico del datore di lavoro, per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato – in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.

MAXI INDENNIZZO PER LICENZIAMENTI – Stretta anche sui licenziamenti illegittimi attraverso l’aumento del 50% dell’indennizzo per i lavoratori ingiustamente licenziati.

In caso di licenziamento senza giusta causa, l’indennizzo per il lavoratore può arrivare fino a 36 mensilità (per adesso siamo a quota 24).

IMPRESE – Alle aziende che hanno ricevuto aiuti di Stato che delocalizzano le attività prima che siano trascorsi 5 anni dalla fine degli investimenti agevolati arriveranno sanzioni da 2 a 4 volte il beneficio ricevuto.

Anche il beneficio andrà restituito con interessi maggiorati fino a 5 punti percentuali.

SEMPLIFICAZIONE FISCALE – Il decreto introduce misure in materia di semplificazione fiscale, attraverso la revisione dell’istituto del cosiddetto ‘redditometro’ in chiave di contrasto all’economia sommersa, il rinvio della prossima scadenza per l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute (cosiddetto ‘spesometro’), nonché l’abolizione dello split payment per i professionisti, i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto.

STOP A PUBBLICITA’ DI GIOCHI E SCOMMESSE – Il decreto prevede poi lo stop a “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro” con l’esclusione di lotterie nazionali con estrazione dei vincitori differita.

Dall’entrata in vigore del provvedimento il divieto comprende la pubblicità di giochi e scommesse “comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet“.

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