Un’impresa che ha partecipato a una gara e ritiene illegittima l’aggiudicazione a un concorrente può impugnarla davanti al TAR con un ricorso da notificare entro 30 giorni, di regola dalla comunicazione dell’aggiudicazione (art. 120 c.p.a.). Si segue il cosiddetto rito appalti, un processo accelerato: termini brevi, decisione rapida e, se il contratto è già stato firmato, la possibilità che il giudice lo dichiari inefficace.
Vediamo da quando decorre il termine, come usare gli atti messi a disposizione dalla stazione appaltante, come impedire la firma del contratto e cosa si ottiene vincendo. Se invece la vostra impresa è stata esclusa, le regole specifiche sono nella guida su esclusione da una gara d’appalto e ricorso.
In breve
- Termine: 30 giorni per ricorso, motivi aggiunti e ricorso incidentale, dalla comunicazione dell’aggiudicazione o dalla messa a disposizione degli atti di gara (art. 120, comma 2, c.p.a.).
- Giudice: solo il TAR competente, senza ricorso straordinario; in Sicilia il TAR di Palermo o la sezione di Catania, con appello al CGA.
- Stand still: il contratto non può essere firmato prima di 32 giorni dall’ultima comunicazione dell’aggiudicazione, salvo eccezioni come gli appalti sotto soglia (art. 18 D.Lgs. 36/2023).
- Esito: annullata l’aggiudicazione, il giudice può dichiarare inefficace il contratto e disporre il subentro; altrimenti riconosce il risarcimento del danno provato (artt. 122 e 124 c.p.a.).
Da quando decorrono i 30 giorni?
La stazione appaltante comunica l’aggiudicazione entro cinque giorni dall’adozione a tutti i concorrenti con offerta ammessa (art. 90 D.Lgs. 36/2023). Con la stessa comunicazione mette a disposizione sulla piattaforma digitale l’offerta del vincitore, i verbali e gli atti presupposti; i primi cinque in graduatoria vedono anche le rispettive offerte (art. 36, commi 1 e 2).
Il termine decorre dalla ricezione della comunicazione o dal momento in cui gli atti sono messi a disposizione (art. 120, comma 2, c.p.a.). Il Codice dei contratti precisa però che il termine contro l’aggiudicazione decorre «comunque» dalla comunicazione (art. 36, comma 9): la scelta prudente è contare da lì.
Se la stazione appaltante ha oscurato parti dell’offerta del vincitore per tutelare segreti tecnici o commerciali, la decisione si impugna con un ricorso da notificare e depositare entro 10 giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione (art. 36, comma 4). Per gli altri documenti resta la richiesta di accesso agli atti, che non sospende il termine; le censure che emergono dopo si propongono con motivi aggiunti, sempre entro 30 giorni.
Chi può ricorrere e cosa si può contestare?
Può ricorrere chi ha partecipato e dimostra che, eliminato il vizio, avrebbe una possibilità concreta di ottenere l’appalto o di far ripetere la gara: è la cosiddetta prova di resistenza. Il vincitore, dal canto suo, può proporre un ricorso incidentale, nello stesso termine di 30 giorni, per contestare l’ammissione di chi lo ha impugnato.
I motivi più frequenti riguardano:
- requisiti del vincitore: mancanza dei requisiti generali o speciali, anche dei componenti di un raggruppamento o di un consorzio;
- offerta tecnica: punteggi non motivati o contrari ai criteri del bando; il giudice non rifà le valutazioni della commissione, ne controlla errori e illogicità;
- anomalia: un’offerta anormalmente bassa accettata senza una verifica seria;
- costi della manodopera: omessi o sottostimati, pur essendo richiesti a pena di esclusione (art. 108, comma 9, D.Lgs. 36/2023);
- procedura: offerte modificate dopo la scadenza, commissione irregolare, violazioni della segretezza.
Le clausole del bando si impugnano di regola insieme all’aggiudicazione; vanno contestate subito solo quelle che impediscono di partecipare. È un principio consolidato, applicato anche nella vicenda della gara per la diagnostica di laboratorio decisa dal CGA, seguita dallo Studio.
Si può impedire la firma del contratto?
Dopo l’aggiudicazione scatta lo stand still, cioè un periodo di attesa obbligatoria: il contratto non può essere stipulato prima di 32 giorni dall’invio dell’ultima comunicazione (art. 18, comma 3, D.Lgs. 36/2023). Il termine non vale, tra l’altro, per i contratti sotto soglia europea, per gli appalti basati su un accordo quadro e quando è stata presentata una sola offerta senza impugnazioni.
Se si propone ricorso con domanda cautelare, il contratto non può essere firmato dalla notifica dell’istanza fino alla decisione cautelare di primo grado, o alla sentenza se il TAR decide subito il merito (art. 18, comma 4). Come si ottiene la misura cautelare lo spieghiamo nella guida sulla sospensiva al TAR. Negli appalti il giudice considera anche l’interesse pubblico all’esecuzione del contratto e può chiedere una cauzione commisurata al valore dell’appalto (art. 120, commi 9 e 10, c.p.a.).
Se vinco il ricorso, ottengo l’appalto?
Non automaticamente. Se il contratto non è ancora firmato, l’annullamento obbliga la stazione appaltante a decidere di nuovo, per esempio aggiudicando al ricorrente o rinnovando la valutazione. Se è già firmato, il giudice lo dichiara inefficace nei casi di violazioni gravi, come la stipula senza rispettare i termini di attesa quando ciò ha impedito di ricorrere in tempo (art. 121 c.p.a.).
Negli altri casi decide se dichiarare l’inefficacia tenendo conto degli interessi delle parti, della possibilità effettiva del ricorrente di ottenere l’appalto, dello stato di esecuzione e della possibilità di subentrare (art. 122). Il subentro richiede una domanda espressa del ricorrente: senza inefficacia spetta il risarcimento per equivalente del danno subito e provato, che può essere ridotto se il ricorrente, senza giustificato motivo, non ha chiesto di subentrare (art. 124).
Il danno va provato (utile perso, spese sostenute, referenze mancate): di regola la giurisprudenza non riconosce percentuali forfettarie.
La strategia nei primi giorni
- annotare la data in cui la comunicazione è arrivata via PEC o piattaforma e calcolare subito i 30 giorni, e i 10 per l’eventuale oscuramento;
- scaricare gli atti disponibili e leggere verbali, punteggi e offerta del vincitore;
- fare la prova di resistenza: capire se i vizi trovati cambierebbero davvero la graduatoria;
- valutare costi e benefici, compreso il contributo unificato, elevato negli appalti e variabile con il valore della gara, da verificare al momento del deposito;
- scegliere la tutela: domanda cautelare per bloccare la firma, subentro e, in subordine, risarcimento;
- notificare il ricorso alla stazione appaltante e al vincitore entro il termine e depositarlo entro i termini dimezzati del rito.
Un’istanza di riesame alla stazione appaltante o una richiesta di parere di precontenzioso all’ANAC (art. 220 D.Lgs. 36/2023) possono essere utili, ma non fermano il conto dei 30 giorni.
In Sicilia si ricorre al TAR di Palermo o alla sezione staccata di Catania, di regola secondo la sede dell’ente; il ricorso straordinario al Presidente della Regione non è ammesso (art. 120, comma 1, c.p.a.). L’appello va al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, con termini dimezzati.
Domande frequenti
Sono arrivato terzo: posso fare ricorso?
Sì, se si dimostra che i vizi riguardano anche il secondo classificato o che porterebbero a ripetere la gara. Se invece, anche accogliendo il ricorso, l’appalto andrebbe comunque a un altro concorrente, il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile.
Il contratto è già stato firmato: è troppo tardi?
No. Se l’aggiudicazione viene annullata, il giudice può dichiarare inefficace il contratto e disporre il subentro, oppure riconoscere il risarcimento. Conta lo stato di esecuzione: prima si agisce, più è realistico ottenere l’appalto.
Quanto dura un ricorso contro l’aggiudicazione?
Quando possibile il giudizio si chiude già dopo l’udienza cautelare, con una sentenza in forma semplificata (art. 120, comma 5, c.p.a.). In genere i tempi si misurano in mesi, non in anni.
Nel rito appalti le decisioni vanno prese in pochi giorni e un errore sui termini non si recupera. Lo Studio assiste imprese e stazioni appaltanti nel contenzioso sugli appalti pubblici davanti al TAR e al CGA: per esaminare gli atti della vostra gara potete contattarci a Palermo o a Mussomeli appena ricevuta la comunicazione.



