Perizia medico-legale dopo un incidente: visita e consulente di parte

La visita del medico della compagnia non si può rifiutare, ma ci si può far assistere da un medico legale di fiducia. Documenti, lesioni lievi e contestazioni.

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Perizia medico-legale dopo un incidente: visita e consulente di parte

Dopo un incidente con lesioni, l’assicurazione ha diritto di far visitare il danneggiato da un proprio medico legale, e il danneggiato non può rifiutare gli accertamenti strettamente necessari: se lo fa, i termini per l’offerta restano sospesi (art. 148, comma 3, Codice delle assicurazioni private). Il danneggiato, dal canto suo, può farsi assistere da un medico legale di fiducia, il consulente di parte, che valuta il danno in modo indipendente e lo accompagna alla visita.

La valutazione medico-legale è il cuore del risarcimento del danno alla persona: da quei giorni di malattia e da quei punti di invalidità dipende l’importo. Qui vediamo come si svolge la visita della compagnia, a cosa serve il consulente di parte, quali documenti preparare e cosa fare se le valutazioni non coincidono.

In breve

  • Il danneggiato non può rifiutare gli accertamenti medici strettamente necessari chiesti dall’assicurazione; se li rifiuta, i termini per l’offerta sono sospesi (art. 148, comma 3, Codice delle assicurazioni private).
  • Per le lesioni lievi (fino a 9 punti) il danno permanente si risarcisce solo se accertato con esami clinici strumentali obiettivi o, per lesioni come le cicatrici, visivamente (art. 139, comma 2).
  • Per le lesioni da 10 a 100 punti, nei sinistri avvenuti dal 5 marzo 2025, si applica la tabella unica nazionale del D.P.R. 12/2025 (art. 138).
  • Se le valutazioni restano lontane si può chiedere al giudice una consulenza tecnica preventiva (art. 696-bis c.p.c.).

Come funziona la visita del medico dell’assicurazione?

Ricevuta la richiesta di risarcimento con il certificato di guarigione (sulla procedura vedi come ottenere il risarcimento), la compagnia convoca il danneggiato per una visita presso un medico legale di sua fiducia, il cosiddetto medico fiduciario. La visita serve a verificare le lesioni, la durata della malattia e gli eventuali postumi permanenti.

Il medico esamina la documentazione, raccoglie il racconto dell’incidente e dei disturbi, fa un esame obiettivo. Poi redige una relazione per la compagnia, che la usa per formulare l’offerta. Il danneggiato non riceve automaticamente la relazione, ma può chiederla.

La visita è un passaggio da non sottovalutare. Conviene descrivere i disturbi con precisione, senza minimizzarli né esagerarli, e portare tutta la documentazione, in originale e in copia.

A cosa serve il medico legale di parte?

Il medico legale di parte è il consulente scelto e pagato dal danneggiato. Il suo compito è valutare il danno in modo indipendente e mettere per iscritto le sue conclusioni in una relazione da allegare alla richiesta o da opporre a quella della compagnia. In particolare stima:

  • Invalidità temporanea: i giorni di malattia, totale o parziale, fino alla guarigione.
  • Postumi permanenti: la percentuale di danno biologico, cioè la menomazione che resta.
  • Spese mediche sostenute e future, come cure, fisioterapia, interventi.
  • Conseguenze particolari sulla vita del danneggiato, che possono giustificare un aumento del risarcimento entro i limiti di legge.

Il consulente può anche assistere alla visita del medico fiduciario, discutendo sul momento le valutazioni. Il suo compenso, se necessario e congruo, può essere chiesto come voce di danno. Con la percentuale stimata si può avere un ordine di grandezza del risarcimento con il nostro calcolo del danno biologico.

Quali documenti portare alla visita?

La valutazione medico-legale si basa sui documenti: ciò che non è documentato difficilmente viene riconosciuto. Prima della visita conviene preparare:

  1. Verbale del pronto soccorso, possibilmente del giorno dell’incidente o dei giorni subito successivi.
  2. Referti degli esami strumentali: radiografie, ecografie, risonanze, con le immagini su supporto digitale.
  3. Visite specialistiche e certificati del medico curante che documentano l’andamento.
  4. Ricevute delle spese: farmaci, fisioterapia, visite private, tutori.
  5. Certificato di guarigione, con o senza postumi, richiesto anche dall’art. 148, comma 2.
  6. Documenti sul lavoro, se l’incidente ha causato una perdita di reddito.

La visita andrebbe fatta quando le condizioni sono stabilizzate: valutare i postumi troppo presto rischia di sottostimarli.

Perché per le lesioni lievi contano gli esami strumentali?

Per le lesioni lievi, quelle da 1 a 9 punti di invalidità, la legge pone una condizione precisa. Le lesioni che non sono suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, o visivo nel caso di lesioni come le cicatrici, non danno diritto al risarcimento del danno biologico permanente (art. 139, comma 2). La Corte costituzionale ha ritenuto legittimo questo sistema (sentenza n. 235/2014).

In pratica, il medico legale non può basarsi solo sul dolore riferito dal paziente: servono riscontri clinici coerenti nel tempo. È la questione tipica del colpo di frusta, dove la documentazione fa spesso la differenza tra un risarcimento limitato ai giorni di malattia e uno che comprende i postumi.

Per le lesioni più gravi, da 10 a 100 punti, la tabella unica nazionale (D.P.R. 12/2025) dà valori uniformi alle cosiddette macropermanenti: si applica ai sinistri avvenuti dal 5 marzo 2025, data della sua entrata in vigore; per i fatti precedenti la Cassazione, nel 2026, ha ammesso che il giudice la usi come parametro di riferimento per la liquidazione equitativa.

Cosa fare se la valutazione della compagnia è troppo bassa?

Se il medico della compagnia riconosce meno giorni o meno punti del consulente di parte, la differenza si riflette sull’offerta. Le strade sono diverse:

  • Confronto tra medici: spesso basta che i due consulenti discutano le rispettive conclusioni, documenti alla mano.
  • Incasso in acconto: si può incassare la somma offerta senza accettarla, come spiegato nell’articolo sull’offerta troppo bassa.
  • Consulenza tecnica preventiva: si chiede al giudice di nominare un consulente d’ufficio che valuti il danno e tenti la conciliazione (art. 696-bis c.p.c.). Per questo procedimento non serve la negoziazione assistita preventiva (art. 3, comma 3, D.L. 132/2014).
  • Causa: dopo la negoziazione assistita, il giudice nomina di regola un consulente tecnico d’ufficio, e le parti partecipano con i propri consulenti.

Se l’incidente è avvenuto andando o tornando dal lavoro, può esserci anche una tutela INAIL, con una propria visita medica: vedi l’articolo su infortunio sul lavoro e INAIL.

Domande frequenti

Posso rifiutarmi di andare alla visita dell’assicurazione?

Puoi chiedere di spostarla per un impedimento, ma non rifiutarla del tutto: se rifiuti gli accertamenti necessari i termini per l’offerta restano sospesi. In giudizio il rifiuto può pesare contro di te.

Il medico legale di parte è obbligatorio?

No. Diventa però molto utile quando ci sono postumi permanenti o la relazione della compagnia non convince, perché è l’unico modo per contrapporre una valutazione tecnica a un’altra.

Quando conviene fare la visita medico-legale?

Quando la guarigione è completata o le condizioni sono stabilizzate. Una valutazione anticipata rischia di non considerare postumi che emergono nei mesi successivi.

Ogni incidente con lesioni richiede di coordinare la documentazione medica con la richiesta all’assicurazione e i suoi tempi. Se vuoi un parere sul tuo caso, trovi le modalità di contatto dello studio nella pagina Sedi e contatti.

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Ogni caso ha le sue particolarità

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