Pedone investito: come ottenere il risarcimento

Il pedone investito parte avvantaggiato: il conducente risponde salvo prova contraria. Chi paga, quando il risarcimento si riduce e i passi da fare subito.

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Pedone investito: come ottenere il risarcimento

Il pedone investito ha diritto al risarcimento dall’assicurazione del veicolo che lo ha investito, e parte in posizione di vantaggio: per legge il conducente è responsabile, a meno che non provi di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno (art. 2054, comma 1, c.c.). Il risarcimento si riduce solo se il pedone ha contribuito all’incidente con un comportamento imprudente (art. 1227 c.c.).

Chi viene investito spesso riporta lesioni serie, come fratture e traumi cranici, e non ha un modulo di constatazione amichevole da compilare. Contano quindi le prove raccolte subito e una richiesta ben costruita. Vediamo chi paga, quando il pedone ha una parte di colpa, quali danni si possono chiedere e cosa fare nei primi giorni.

In breve

  • Il conducente che investe un pedone si libera dalla responsabilità solo se prova di aver fatto tutto il possibile per evitare l’incidente (art. 2054, comma 1, c.c.).
  • Il pedone chiede il risarcimento all’assicurazione del veicolo investitore, che deve fare un’offerta entro 90 giorni dalla richiesta completa (art. 148 Codice delle assicurazioni private).
  • Se l’investitore è fuggito o non era assicurato paga il Fondo di garanzia per le vittime della strada, tramite l’impresa designata (per la Sicilia, Unipol Assicurazioni).
  • Il diritto si prescrive in due anni, ma se le lesioni costituiscono reato vale il termine più lungo previsto per il reato (art. 2947 c.c.).

Chi paga i danni al pedone investito?

Paga la compagnia che assicura per la responsabilità civile il veicolo investitore. Il pedone può agire direttamente contro di essa (azione diretta, art. 144 del Codice delle assicurazioni), oltre che contro il conducente e il proprietario del mezzo. Non si usa l’indennizzo diretto da parte della propria compagnia, che riguarda solo gli scontri tra due veicoli: le regole generali sono nella guida al risarcimento dopo un incidente stradale.

Se il conducente si è allontanato senza essere identificato, o se il veicolo era privo di assicurazione, interviene il Fondo di garanzia per le vittime della strada. Se l’investimento è avvenuto mentre si andava o si tornava dal lavoro, può spettare anche la tutela dell’INAIL per l’infortunio in itinere, che si coordina con il risarcimento: ne parliamo nell’articolo su infortunio sul lavoro e risarcimento.

Il pedone ha sempre ragione?

No, ma ci va vicino. La presunzione dell’art. 2054 pesa sul conducente, che deve rispettare regole precise: quando il traffico non è regolato da semafori o agenti, deve dare la precedenza, rallentando e fermandosi, ai pedoni che transitano sulle strisce o si trovano nelle loro immediate vicinanze (art. 191 del Codice della strada). Deve inoltre adeguare la velocità alla visibilità e ai luoghi.

Secondo l’orientamento consolidato della Cassazione, il conducente è esonerato del tutto solo se il comportamento del pedone era imprevedibile e tale da rendere l’investimento inevitabile. Negli altri casi l’imprudenza del pedone può ridurre il risarcimento in proporzione alla sua colpa. Sono comportamenti che possono pesare, per esempio:

  • attraversare fuori dalle strisce quando ci sono attraversamenti a meno di cento metri (art. 190, comma 2, del Codice della strada);
  • attraversare con il semaforo rosso per i pedoni;
  • sbucare all’improvviso tra le auto in sosta;
  • camminare di notte sulla carreggiata di strade extraurbane non illuminate senza rispettare le regole di prudenza.

Anche fuori dalle strisce, però, il conducente resta tenuto alla prudenza. Come si stabiliscono le percentuali e come si calcola il risarcimento ridotto lo spieghiamo nell’articolo sul concorso di colpa nell’incidente stradale.

Quali danni si possono chiedere?

Il pedone investito può chiedere tutti i danni conseguenza dell’incidente:

  • Danno biologico: temporaneo e permanente. Fino a 9 punti si applicano i valori dell’art. 139 del Codice delle assicurazioni; da 10 punti in su, per gli incidenti avvenuti dal 5 marzo 2025, la tabella unica nazionale del D.P.R. 12/2025.
  • Personalizzazione: per le lesioni da 10 punti in su il giudice può aumentare l’importo fino al 30% se la lesione incide in modo rilevante su aspetti specifici della vita della persona (art. 138, comma 3).
  • Danni patrimoniali: spese mediche e di assistenza, perdita di reddito, riduzione della capacità di lavoro, oggetti danneggiati come occhiali, telefono e abiti.

Per una prima stima del danno alla salute puoi usare il calcolatore del danno biologico; la percentuale di invalidità, però, la stabilisce il medico legale.

Cosa fare dopo essere stati investiti?

  1. Chiama i soccorsi e le forze dell’ordine: il verbale e i rilievi sul posto sono spesso la prova principale della dinamica.
  2. Annota targa, conducente e compagnia del veicolo, se possibile con una foto del certificato di assicurazione.
  3. Raccogli i nomi dei testimoni, con un recapito telefonico.
  4. Fotografa il luogo: strisce, semaforo, illuminazione, segnaletica. Se ci sono telecamere, segnalale subito alle forze dell’ordine: le registrazioni vengono cancellate dopo pochi giorni.
  5. Conserva referti e certificati, dal pronto soccorso fino al certificato di guarigione.
  6. Invia la richiesta scritta all’assicurazione per raccomandata o PEC, con codice fiscale, circostanze dell’incidente, età, attività, reddito e documentazione medica (art. 148, comma 2).

La compagnia ti convocherà per una visita medico-legale, che non si può rifiutare senza motivo. La causa si può proporre solo dopo 90 giorni dalla richiesta (art. 145) e dopo aver tentato la negoziazione assistita (art. 3 D.L. 132/2014).

E sul piano penale?

Se il pedone riporta lesioni gravi o gravissime, il conducente che ha violato le regole della circolazione risponde del reato di lesioni personali stradali (art. 590-bis c.p.); se si dà alla fuga, la pena è aumentata (art. 590-ter c.p.). Pene, patente e procedibilità sono spiegate nell’articolo su omicidio stradale e lesioni stradali. Il processo penale non sostituisce la richiesta all’assicurazione, ma può allungare la prescrizione del diritto al risarcimento.

Domande frequenti

Sono stato investito fuori dalle strisce: ho diritto al risarcimento?

Di regola sì, almeno in parte. L’attraversamento fuori dalle strisce può ridurre il risarcimento per concorso di colpa, ma il conducente resta responsabile se poteva vedere il pedone ed evitarlo.

L’auto che mi ha investito è scappata: chi mi risarcisce?

Il Fondo di garanzia per le vittime della strada, tramite l’impresa designata per la regione. Per i danni alla persona interviene anche se il veicolo non viene mai identificato; è importante denunciare subito l’accaduto.

Entro quanto tempo devo chiedere i danni?

Entro due anni dall’incidente, termine che si interrompe con una richiesta scritta. Se il fatto costituisce reato, come le lesioni stradali gravi, vale il termine più lungo previsto per il reato.

Dopo un investimento le prove si disperdono in fretta. Se vuoi una valutazione della tua situazione, puoi contattare lo studio a Palermo o a Mussomeli dalla pagina Sedi e contatti.

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