Con un decreto reso noto il 7 luglio 2021, il presidente della seconda sezione del TAR di Palermo ha sospeso l’ordinanza con cui il sindaco di Palermo aveva imposto limiti orari notturni alla vendita e al consumo di cibi e bevande e la chiusura anticipata dei locali. Il ricorso era stato proposto da un gruppo di titolari di ristoranti e pub, assistiti dall’avv. Sandro Di Carlo insieme agli avvocati Angelo Vassallo e Giuliana Sapienza.
Il caso
A fine giugno 2021, per contrastare gli assembramenti notturni, l’amministrazione comunale aveva adottato un’ordinanza valida fino al 31 luglio. Il provvedimento vietava dall’una di notte la vendita per asporto di cibi e bevande; dall’una e mezza scattavano lo stop al consumo anche all’aperto e la chiusura degli esercizi commerciali e dei pubblici esercizi. Dal lunedì al giovedì il divieto di vendita era anticipato a mezzanotte e mezza.
I titolari dei locali, che cercavano di ripartire dopo i lunghi mesi di chiusure legate alla pandemia, hanno impugnato l’ordinanza davanti al TAR chiedendone la sospensione in via d’urgenza.
La questione giuridica
Accogliendo le tesi dei ricorrenti, il decreto ha affermato che «il provvedimento impugnato introduce significative limitazioni allo svolgimento di attività che godono di copertura costituzionale, libertà individuale e libertà di attività economica, e che lo strumento utilizzato dal Comune di Palermo non appare in linea di principio adeguato alla tutela dell’interesse che ha determinato l’adozione del provvedimento impugnato».
Secondo quanto riportato dalla stampa, il giudice ha inoltre osservato che gli interessi tutelati dall’ordinanza, per quanto meritevoli, apparivano privi del requisito della contingibilità. È un passaggio rilevante: le ordinanze contingibili e urgenti del sindaco sono strumenti eccezionali, pensati per fronteggiare situazioni imprevedibili che non si possono affrontare con i mezzi ordinari, e non possono diventare un modo per regolare in via generale attività economiche tutelate dalla Costituzione.
Perché è importante
La decisione cautelare ha consentito da subito ai locali della città di lavorare senza le limitazioni orarie previste dall’ordinanza. Il principio riguarda molte attività commerciali: le restrizioni agli orari e alle modalità di esercizio devono fondarsi su strumenti adeguati e proporzionati, e un provvedimento d’urgenza richiede una situazione davvero eccezionale.
Trattandosi di un decreto adottato in via d’urgenza dal presidente della sezione, la successiva trattazione collegiale della domanda di sospensione era stata fissata per il 21 luglio 2021.
Le fonti
- la notizia su BlogSicilia (7 luglio 2021)
- la notizia su LiveSicilia (7 luglio 2021)
- la notizia su PalermoToday (7 luglio 2021)
- la notizia su Giornale di Sicilia (7 luglio 2021)
- la notizia su ilSicilia (7 luglio 2021)
- la notizia su QdS (10 luglio 2021)
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