In Sicilia le sentenze del TAR di Palermo e della sezione di Catania si appellano al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (CGA), che in Sicilia svolge le funzioni del Consiglio di Stato (art. 6, comma 6, c.p.a. e D.Lgs. 373/2003). L’appello va notificato entro 60 giorni dalla notifica della sentenza o, se nessuno l’ha notificata, entro 6 mesi dalla pubblicazione (art. 92 c.p.a.); nei riti abbreviati, come gli appalti, i termini sono dimezzati.
Questa guida spiega che cos’è il CGA, come si calcolano i termini, come si scrive l’appello, come si chiede la sospensione della sentenza e quali rimedi restano dopo la decisione.
In breve
- Il CGA ha sede a Palermo ed è composto da una sezione consultiva e una giurisdizionale, sezioni staccate del Consiglio di Stato (art. 1 D.Lgs. 373/2003).
- Termine ordinario: 60 giorni dalla notifica della sentenza o 6 mesi dalla pubblicazione; l’appello va poi depositato entro 30 giorni dall’ultima notifica (artt. 92 e 94 c.p.a.).
- Nei riti abbreviati (art. 119 c.p.a.: appalti, espropri e altre materie) e in quelli camerali (silenzio, ottemperanza) i termini sono dimezzati.
- Contro le sentenze del CGA il ricorso per cassazione è ammesso solo per motivi di giurisdizione (art. 110 c.p.a.).
Che cos’è il Consiglio di Giustizia Amministrativa?
Il CGA è il giudice amministrativo d’appello per la Sicilia. Nasce dallo Statuto speciale della Regione (art. 23) ed è oggi disciplinato dal D.Lgs. 373/2003: ha sede a Palermo e si articola in una sezione consultiva, che rende pareri, tra l’altro sui ricorsi straordinari al Presidente della Regione, e una sezione giurisdizionale, che decide gli appelli.
Una particolarità è la composizione del collegio giudicante, che comprende, accanto ai consiglieri di Stato, anche componenti laici designati dalla Regione; la Corte costituzionale ha ritenuto legittimo questo assetto (sentenza n. 316 del 2004). Per il resto il processo segue le regole del codice del processo amministrativo, come davanti al Consiglio di Stato.
Entro quando va proposto l’appello?
I termini dipendono dalla notifica della sentenza e dal tipo di giudizio:
- termine breve: 60 giorni dalla notifica della sentenza, se una delle parti l’ha notificata (art. 92, comma 1, c.p.a.);
- termine lungo: 6 mesi dalla pubblicazione, se nessuno l’ha notificata (art. 92, comma 3);
- riti abbreviati: per le materie dell’art. 119 c.p.a. (tra cui appalti pubblici, ordinanze contingibili e urgenti, occupazioni ed espropriazioni per pubblica utilità) i termini processuali dell’appello sono dimezzati: 30 giorni e 3 mesi;
- riti camerali: nei giudizi su silenzio e ottemperanza i termini dell’appello sono dimezzati (art. 87, comma 3, c.p.a.); per l’accesso ai documenti valgono le regole dell’art. 116 c.p.a., da verificare caso per caso.
Si applica la sospensione feriale dal 1° al 31 agosto, salvo per i procedimenti cautelari. Dopo la notifica alle altre parti, l’appello va depositato al CGA entro 30 giorni dall’ultima notifica, a pena di decadenza (art. 94 c.p.a.). Nei casi dubbi, per esempio quando non è chiaro se la materia rientra in un rito abbreviato, conviene sempre rispettare la scadenza più breve.
Come si scrive l’appello?
L’appello non è una seconda occasione per ripetere il ricorso di primo grado: deve contenere censure specifiche contro i capi della sentenza che si contestano (art. 101 c.p.a.). Le regole principali sono:
- Motivi specifici: spiegare dove e perché il TAR ha sbagliato, in fatto o in diritto.
- Riproposizione: le domande ed eccezioni assorbite o non esaminate dal TAR vanno espressamente riproposte, altrimenti si considerano rinunciate.
- Divieto di nuove domande ed eccezioni e, di regola, di nuovi documenti e prove, salvo che il giudice li ritenga indispensabili o che la parte dimostri di non averli potuti produrre prima (art. 104 c.p.a.).
- Appello incidentale: chi ha vinto solo in parte può impugnare a sua volta la sentenza nel giudizio aperto dall’altra parte.
Le stesse regole valgono per l’appello contro le ordinanze cautelari del TAR, che va proposto entro 30 giorni dalla notifica o 60 dalla pubblicazione dell’ordinanza (art. 62 c.p.a.); come funziona la tutela cautelare in primo grado è spiegato nella guida alla sospensiva al TAR.
La sentenza del TAR si può sospendere in attesa dell’appello?
Sì. La sentenza del TAR è esecutiva anche se appellata, ma con l’appello si può chiedere al CGA di sospenderne l’esecuzione quando può derivarne un danno grave e irreparabile (art. 98 c.p.a.). È il caso, ad esempio, di una sentenza che annulla un’aggiudicazione o un titolo edilizio, o che respinge il ricorso contro una chiusura o una demolizione.
Se invece la PA non esegue una sentenza favorevole, si può agire con il giudizio di ottemperanza, anche per le sentenze di primo grado non sospese. La domanda di danni proposta in primo grado prosegue in appello: i presupposti sono nella guida al risarcimento dei danni causati dalla PA.
Cosa si può fare dopo la sentenza del CGA?
La sentenza del CGA è, in linea di principio, definitiva. Restano pochi rimedi straordinari:
- ricorso per cassazione alle Sezioni unite, solo per motivi inerenti alla giurisdizione (art. 111, ultimo comma, Cost. e art. 110 c.p.a.);
- revocazione, nei casi tassativi dell’art. 395 c.p.c., come l’errore di fatto o il dolo (art. 106 c.p.a.);
- opposizione di terzo, per chi non ha partecipato al giudizio e ne subisce gli effetti.
Quando su una questione esistono contrasti di giurisprudenza, il CGA può rimetterla all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, le cui decisioni orientano poi tutti i giudici amministrativi. Chi non ha proposto ricorso al TAR contro un atto regionale può aver scelto il ricorso straordinario al Presidente della Regione: in quel caso il percorso è diverso e il CGA interviene con un parere. Le regole del primo grado sono nella guida al ricorso al TAR.
Domande frequenti
Una sentenza del TAR Sicilia si può appellare al Consiglio di Stato a Roma?
No. Per le sentenze del TAR siciliano il giudice d’appello è il CGA, che in Sicilia sostituisce il Consiglio di Stato. Anche l’appello cautelare contro le ordinanze del TAR siciliano va proposto al CGA.
Quanto costa appellare una sentenza del TAR?
In appello il contributo unificato è più alto che in primo grado e varia secondo la materia: l’importo va verificato al momento sulle tabelle aggiornate. A questo si aggiungono il compenso del difensore e il rischio delle spese in caso di soccombenza.
Se perdo al TAR conviene sempre fare appello?
Dipende dai motivi della sentenza e dalle prove disponibili. L’appello richiede critiche specifiche e non consente, di regola, nuove prove: va valutato leggendo con attenzione la motivazione.
I termini dell’appello sono perentori e nei riti abbreviati molto brevi. Per un esame della sentenza del TAR e delle possibilità concrete di appello, le modalità di contatto sono nella pagina Sedi e contatti.



