Errore del farmacista: farmaco sbagliato o dosaggio errato

Farmaco sbagliato, dosaggio errato o preparazione galenica sbagliata: quando risponde la farmacia, cosa succede con la ricetta illeggibile e cosa fare.

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Errore del farmacista: farmaco sbagliato o dosaggio errato

Se il farmacista consegna un farmaco diverso da quello prescritto, un dosaggio sbagliato o prepara in modo errato un medicinale galenico, del danno che ne deriva può essere chiamato a rispondere il titolare della farmacia, oltre al farmacista che ha commesso l’errore. Per ottenere il risarcimento occorre dimostrare l’errore, il danno alla salute e il collegamento tra i due.

Il farmacista è un professionista sanitario e l’ultimo controllo prima che il medicinale arrivi al paziente. Gli errori sono rari, ma quando accadono possono avere conseguenze serie. Vediamo quali sono i casi tipici, cosa succede se la ricetta era illeggibile, chi risponde e cosa fare subito.

In breve

  • La vendita al pubblico di medicinali è riservata ai farmacisti e avviene in farmacia sotto la responsabilità del titolare (art. 122 del Testo unico delle leggi sanitarie, R.D. 1265/1934).
  • Il titolare della farmacia risponde a titolo contrattuale anche degli errori dei collaboratori (art. 1228 c.c.); il farmacista dipendente risponde a titolo extracontrattuale (art. 2043 c.c.).
  • Consegnare medicinali in specie, qualità o quantità diverse da quelle prescritte dal medico può costituire anche reato (art. 445 c.p.).
  • Prima di una causa per danni alla salute è previsto un tentativo obbligatorio di conciliazione, con la mediazione o con la consulenza tecnica preventiva.

Quali sono gli errori più frequenti in farmacia?

Gli errori possono nascere nella lettura della ricetta, nella scelta del prodotto o nelle indicazioni date al paziente. I casi che ricorrono più spesso sono:

  • scambio di farmaci con nomi o confezioni simili;
  • dosaggio errato, per esempio la confezione da 50 milligrammi al posto di quella da 5, o una forma farmaceutica diversa da quella prescritta;
  • preparazioni galeniche sbagliate, cioè medicinali preparati in farmacia con concentrazioni o componenti errati;
  • consegna alla persona sbagliata, quando si ritirano farmaci per altri;
  • indicazioni d’uso errate su dosi, orari o modalità di assunzione;
  • farmaci scaduti o conservati in modo scorretto, oppure medicinali che richiedono la ricetta consegnati senza.

Il farmacista ha anche un compito di consiglio. Se il paziente lo informa di un’allergia, di una gravidanza o di altre terapie in corso, deve tenerne conto, soprattutto per i farmaci da banco che si acquistano senza ricetta, e indirizzare al medico quando la situazione lo richiede.

Diverso è il caso del farmaco consegnato correttamente ma difettoso in sé, per esempio perché appartenente a un lotto contaminato: ne risponde di regola il produttore, come spiegato nell’articolo sul farmaco difettoso.

Ricetta illeggibile o incompleta: chi risponde?

Della correttezza della prescrizione risponde il medico che l’ha scritta: se l’errore è suo, valgono le regole spiegate negli articoli sugli errori nella terapia farmacologica e sulla responsabilità del medico di base. Il farmacista, però, non è un semplice esecutore: deve leggere la ricetta con la diligenza di un professionista.

Se la ricetta è illeggibile, incompleta o ambigua, il farmacista non dovrebbe interpretarla a intuito: la regola di prudenza è contattare il medico o non consegnare il farmaco finché il dubbio non è chiarito. Se consegna comunque un prodotto sbagliato, può essere chiamato a rispondere insieme al medico. Lo stesso può accadere quando l’errore di prescrizione era evidente per un professionista attento, come una dose palesemente fuori misura: è un aspetto che va valutato caso per caso.

La ricetta elettronica ha ridotto i problemi di lettura, ma non quelli di scelta del prodotto e di dosaggio: per questo conviene sempre controllare la confezione prima di uscire dalla farmacia.

Chi risponde: farmacista o titolare della farmacia?

Lo stesso Testo unico delle leggi sanitarie stabilisce che la vendita dei medicinali al pubblico avvenga nella farmacia sotto la responsabilità del titolare. Tra il cliente e la farmacia si instaura inoltre un rapporto contrattuale. Il titolare, persona fisica o società, risponde quindi degli errori commessi dai farmacisti che lavorano per lui come se fossero propri (art. 1228 c.c.), e la richiesta di risarcimento può essere rivolta direttamente a lui, che di norma è assicurato. Il farmacista che ha materialmente sbagliato, se dipendente, risponde a titolo extracontrattuale.

Per gli errori della farmacia ospedaliera, nella preparazione o distribuzione dei farmaci ai reparti, risponde invece la struttura sanitaria. Accanto alla responsabilità civile possono esserci conseguenze disciplinari davanti all’Ordine dei farmacisti e, nei casi più gravi, penali.

Cosa fare se ti accorgi di un errore?

  1. Sospendi l’assunzione e contatta subito il medico curante. In caso di sintomi gravi chiama il 118: anche il soccorso ha regole precise di responsabilità, descritte nell’articolo sul ritardo dell’ambulanza.
  2. Conserva tutto: confezione, foglietto, scontrino e ricetta o promemoria della ricetta elettronica. Fotografa la confezione accanto allo scontrino.
  3. Segnala l’errore per iscritto alla farmacia, chiedendo che venga verificato.
  4. Fai documentare dal medico le conseguenze sulla salute, con referti ed eventuali accessi al pronto soccorso.
  5. Fai valutare il caso da un medico legale e, se il danno è rilevante, avvia il tentativo di conciliazione, spiegato nell’articolo sulla mediazione obbligatoria.

Domande frequenti

Il farmacista mi ha dato il generico al posto del farmaco di marca: è un errore?

No. Il farmacista può proporre un medicinale equivalente con lo stesso principio attivo, dosaggio e forma, salvo che il medico abbia indicato la non sostituibilità. Il paziente può comunque chiedere il farmaco di marca, pagando l’eventuale differenza di prezzo.

Mi sono accorto dell’errore prima di prendere il farmaco: ho diritto a qualcosa?

Senza un danno non c’è risarcimento. È comunque utile segnalare l’errore alla farmacia, perché possa verificare cosa è accaduto ed evitare che si ripeta con altri pazienti.

Il farmacista può rifiutarsi di consegnarmi un farmaco?

Sì, se la ricetta non è regolare, se il medicinale richiede una prescrizione che manca o se ha un dubbio fondato sulla prescrizione. In questi casi il rifiuto è una forma di tutela del paziente.

Se hai subito un danno per un farmaco o un dosaggio sbagliato consegnato in farmacia, lo studio può esaminare la documentazione e valutare il caso con un medico legale. Riceve a Palermo e a Mussomeli: trovi i recapiti nella pagina sedi e contatti.

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