Danni da trasfusioni e vaccini: l’indennizzo della legge 210/1992

Chi ha subito danni permanenti da vaccini o trasfusioni può chiedere l’indennizzo dello Stato: beneficiari, termini di 3 e 10 anni, procedura e differenze con il risarcimento.

6 min di lettura

Danni da trasfusioni e vaccini: l’indennizzo della legge 210/1992

La legge 25 febbraio 1992, n. 210 riconosce un indennizzo dello Stato a chi ha subito un danno permanente alla salute a causa di una vaccinazione obbligatoria, di alcune vaccinazioni raccomandate o di un contagio da HIV o da epatite attraverso trasfusioni ed emoderivati. Non occorre dimostrare la colpa di qualcuno: basta provare il collegamento tra il vaccino o la trasfusione e la menomazione.

L’indennizzo è diverso dal risarcimento, che richiede un comportamento illecito e può essere chiesto, per esempio, al Ministero della Salute per la mancata vigilanza sul sangue. Di seguito trovi chi ha diritto all’indennizzo, entro quali termini si chiede, come funziona la procedura (anche in Sicilia, dove la competenza è rimasta allo Stato) e quando si può chiedere anche il risarcimento.

In breve

  • L’indennizzo della legge 210/1992 spetta per menomazioni permanenti da vaccinazioni obbligatorie, da alcune vaccinazioni raccomandate per effetto di sentenze della Corte costituzionale e dal vaccino anti-Covid raccomandato.
  • Spetta anche a chi ha contratto HIV o epatiti con trasfusioni o emoderivati e agli operatori sanitari contagiati in servizio.
  • La domanda va presentata entro 3 anni (vaccinazioni ed epatiti) o 10 anni (HIV) dalla conoscenza del danno (art. 3 L. 210/1992).
  • Per i residenti in Sicilia la competenza è rimasta al Ministero della Salute; la domanda si presenta all’azienda sanitaria di residenza.

Chi ha diritto all’indennizzo della legge 210/1992?

L’art. 1 della legge individua diversi gruppi di beneficiari:

  • Vaccinati con danni permanenti a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di un’autorità sanitaria italiana.
  • Contagiati da HIV dopo la somministrazione di sangue o suoi derivati, e operatori sanitari contagiati in servizio per contatto con sangue infetto.
  • Persone con danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali.
  • Chi si è vaccinato, anche senza obbligo, per motivi di lavoro, per incarico d’ufficio o per entrare in uno Stato estero; il personale a rischio delle strutture ospedaliere; le persone non vaccinate danneggiate dal contatto con un vaccinato.

Il requisito comune è una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica. Disturbi passeggeri, anche seri, non danno diritto all’indennizzo.

Quali vaccinazioni sono coperte, anche anti-Covid?

Oltre alle vaccinazioni obbligatorie, oggi dieci per i minori dopo il decreto-legge 73/2017, la Corte costituzionale ha esteso più volte l’indennizzo alle vaccinazioni raccomandate, perché chi aderisce a una campagna promossa dalle autorità sanitarie lo fa anche nell’interesse della collettività. Tra le estensioni: la vaccinazione contro l’epatite B, quella contro morbillo, parotite e rosolia, l’antinfluenzale, l’anti-epatite A (sentenza n. 118 del 2020) e quella contro il papilloma virus (sentenza n. 181 del 2023).

Per il vaccino anti-Covid l’art. 20 del decreto-legge 4/2022, convertito dalla legge 25/2022, ha aggiunto all’art. 1 il comma 1-bis: l’indennizzo spetta anche per i danni permanenti da vaccinazione anti SARS-CoV-2 raccomandata. Chi era soggetto all’obbligo vaccinale, nel periodo in cui era in vigore, rientrava già tra i beneficiari della regola generale. Alla data di questo articolo la norma è vigente; per le novità successive conviene una verifica aggiornata.

In tutti i casi resta decisiva la prova del nesso causale, valutato secondo un criterio di ragionevole probabilità scientifica. Sul tema si veda l’articolo su vaccini e autismo, che ricostruisce come i giudici hanno applicato questo criterio.

Come ed entro quando si presenta la domanda?

La domanda va presentata a pena di decadenza (art. 3):

  • entro 3 anni per i danni da vaccinazione e per le epatiti post-trasfusionali;
  • entro 10 anni per le infezioni da HIV.

I termini decorrono da quando l’interessato ha avuto conoscenza del danno. La procedura si articola così:

  1. Domanda all’azienda sanitaria di residenza (in Sicilia l’ASP), con la documentazione sulla vaccinazione o sulla trasfusione, sulle manifestazioni cliniche e sulla menomazione. La cartella clinica del ricovero in cui è avvenuta la trasfusione è spesso il documento decisivo.
  2. Istruttoria dell’azienda sanitaria, che la legge fissa in novanta giorni.
  3. Giudizio della commissione medica ospedaliera (CMO), organo sanitario militare, sul nesso causale e sulla categoria della menomazione.
  4. Ricorso al Ministro della Salute contro il giudizio della commissione, entro trenta giorni dalla notifica (art. 5).
  5. Azione davanti al giudice ordinario, entro un anno dalla comunicazione della decisione sul ricorso.

Per i residenti in Sicilia, a differenza delle altre regioni, dal 2001 la competenza è rimasta al Ministero della Salute, che notifica il giudizio della commissione ed eroga l’indennizzo. Nelle altre regioni se ne occupano le Regioni.

In cosa consiste l’indennizzo?

L’indennizzo è un assegno periodico, reversibile per quindici anni, il cui importo dipende dalla categoria della menomazione secondo le tabelle richiamate dalla legge ed è rivalutato nel tempo: gli importi correnti vanno verificati. Si cumula con ogni altro emolumento percepito. Per il periodo tra la manifestazione del danno e il riconoscimento spetta un arretrato forfettario pari al 30% dell’indennizzo annuo per ogni anno (art. 2).

Se il danneggiato muore a causa della vaccinazione o del contagio, i familiari indicati dalla legge (coniuge, figli, genitori, fratelli minorenni o maggiorenni inabili) possono scegliere tra l’assegno reversibile per quindici anni e un assegno una tantum.

Indennizzo o risarcimento: che differenza c’è?

L’indennizzo è una misura di solidarietà: spetta anche se nessuno ha sbagliato. Il risarcimento presuppone invece un illecito e copre l’intero danno. Nel caso delle trasfusioni infette, le Sezioni Unite della Cassazione (sentenze dalla n. 576 alla n. 585 dell’11 gennaio 2008) hanno riconosciuto la responsabilità del Ministero della Salute per l’omessa vigilanza sulla raccolta e distribuzione del sangue.

Si tratta di una responsabilità extracontrattuale, con prescrizione di cinque anni. Secondo l’orientamento della Cassazione il termine decorre da quando il danneggiato ha potuto percepire la malattia come danno ingiusto conseguente alla trasfusione, di regola non oltre la domanda di indennizzo. Le somme già ricevute a titolo di indennizzo si detraggono dal risarcimento. Può rispondere anche la struttura che ha eseguito la trasfusione, con le regole generali della guida al risarcimento per malasanità e i termini illustrati nella guida sulla prescrizione nella malasanità.

Domande frequenti

Ho scoperto l’epatite C molti anni dopo una trasfusione: sono ancora in tempo?

Probabilmente sì, perché i tre anni per l’indennizzo decorrono dalla conoscenza del danno, non dalla trasfusione. Conta il momento in cui hai saputo della malattia e della sua possibile origine trasfusionale, che va ricostruito con i documenti.

Posso chiedere sia l’indennizzo sia il risarcimento?

Sì, sono strade diverse e compatibili. Nel risarcimento, però, quanto ricevuto come indennizzo viene di regola scalato dall’importo finale.

Il vaccino anti-Covid è coperto anche se non era obbligatorio per me?

Sì: dal 2022 la legge copre anche la vaccinazione anti-Covid raccomandata. Occorre però una menomazione permanente e la prova del nesso causale, accertati dalla commissione medica.

La procedura ha termini brevi e richiede una documentazione accurata. Se ritieni di avere diritto all’indennizzo o al risarcimento, lo studio può esaminare il tuo caso nelle sedi di Palermo e Mussomeli: trovi i recapiti nella pagina sedi e contatti.

Assistenza legale

Ogni caso ha le sue particolarità

Un articolo offre un orientamento generale. Per sapere come le norme si applicano alla tua situazione, lo studio esamina fatti e documenti e ti indica le strade percorribili, con tempi e costi.