Audizione in Commissione territoriale: come prepararsi

L’audizione davanti alla Commissione territoriale è il colloquio che decide la domanda d’asilo: come si svolge, cosa portare, i diritti del richiedente e il verbale.

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Audizione in Commissione territoriale: come prepararsi

L’audizione in Commissione territoriale è il colloquio personale in cui il richiedente asilo spiega perché ha lasciato il suo Paese e perché teme di tornarvi: è il momento più importante della procedura, perché la Commissione decide soprattutto su ciò che viene detto e documentato in quella sede. Ci si prepara ricostruendo con calma la propria storia, raccogliendo i documenti e conoscendo i propri diritti, a cominciare dall’interprete e dal controllo del verbale.

Questa guida spiega come si svolge l’audizione dopo l’entrata in applicazione del Patto UE su migrazione e asilo (12 giugno 2026), cosa portare, quali errori evitare e cosa succede dopo. Come si presenta la domanda di asilo è spiegato nella guida alla protezione internazionale.

In breve

  • Le Commissioni territoriali sono gli organi del Ministero dell’interno che esaminano le domande di protezione internazionale e sentono personalmente il richiedente (artt. 4 e 12 D.Lgs. 25/2008).
  • Dal 12 giugno 2026 si applica in tutta l’UE il regolamento (UE) 2024/1348 sulla procedura di asilo, attuato in Italia dal D.L. 100/2026, convertito dalla L. 145/2026.
  • Il colloquio deve essere registrato e il richiedente può correggere errori di traduzione o malintesi nel verbale prima della decisione (art. 14 regolamento (UE) 2024/1348).
  • Non presentarsi senza un giustificato motivo può portare a dichiarare il ritiro implicito della domanda (art. 23-bis D.Lgs. 25/2008 e art. 41 regolamento (UE) 2024/1348).

Cos’è l’audizione e chi la conduce?

La Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale è un collegio formato da funzionari del Ministero dell’interno e da un esperto in materia di protezione internazionale designato dall’UNHCR, l’Agenzia ONU per i rifugiati. In Sicilia operano più Commissioni e sezioni, che convocano i richiedenti della propria zona. L’audizione è condotta di regola da un solo funzionario, con l’interprete; la decisione è poi presa dal collegio.

Il colloquio è individuale: si svolge senza la presenza dei familiari, salvo che la Commissione lo ritenga necessario. Serve a capire chi è il richiedente, da dove viene, cosa gli è successo e cosa rischierebbe in caso di rimpatrio. La Commissione valuta se la persona ha diritto allo status di rifugiato o alla protezione sussidiaria e, se non ci sono i requisiti, se vi sono ragioni per la protezione speciale.

Cosa è cambiato con il Patto UE dal 2026?

Dal 12 giugno 2026 la procedura di asilo è regolata in gran parte dal regolamento (UE) 2024/1348, direttamente applicabile in Italia. Il D.L. 12 giugno 2026, n. 100, convertito dalla L. 7 agosto 2026, n. 145, ha adattato il D.Lgs. 25/2008: la domanda viene prima registrata e poi «formalizzata», con termini diversi per la procedura ordinaria e per quella di frontiera.

Per l’audizione la novità principale riguarda la registrazione: il regolamento prevede che ogni colloquio personale sia registrato almeno in audio, e che il richiedente sia informato prima. La legge italiana già prevedeva la videoregistrazione e la trascrizione in italiano (art. 14 D.Lgs. 25/2008). Sono state inoltre rafforzate le procedure accelerate e di frontiera, con tempi molto più brevi, anche per chi proviene da un Paese considerato di origine sicuro.

Come prepararsi all’audizione?

Prepararsi non significa imparare un racconto a memoria: la Commissione cerca un racconto personale, dettagliato e coerente, non una storia perfetta. Alcuni passaggi aiutano:

  1. Ricostruire la propria storia in ordine di tempo: luoghi, date anche approssimative, persone coinvolte, cosa è successo e perché. Se non si ricorda una data, è meglio dirlo che inventarla.
  2. Rileggere quanto già dichiarato al momento della domanda: eventuali differenze vanno spiegate, non nascoste.
  3. Raccogliere i documenti: passaporto o documenti d’identità, prove dell’attività politica, religiosa o professionale, denunce, articoli di giornale, fotografie, certificati medici.
  4. Segnalare le vulnerabilità: violenze subite, torture, problemi di salute fisica o psicologica, gravidanza. Un certificato medico o una relazione di un servizio sanitario o di supporto psicologico può essere decisivo.
  5. Parlare della vita in Italia: lavoro, corsi di italiano, famiglia, residenza. Contano soprattutto per la protezione speciale. Per l’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo si veda la guida alla residenza anagrafica dello straniero.

È utile un colloquio preparatorio con un avvocato o con un operatore legale, per individuare i punti deboli del racconto e i documenti mancanti. Dire sempre la verità è anche nell’interesse del richiedente: le dichiarazioni false compromettono la credibilità dell’intera domanda.

Quali diritti ha il richiedente durante il colloquio?

Il richiedente ha diritto a un interprete nella lingua che indica o che comprende. Se lo chiede, e se possibile, può essere sentito da un funzionario e con un interprete dello stesso sesso: è importante soprattutto quando si devono raccontare violenze. Può chiedere pause, segnalare se non capisce l’interprete e farsi assistere da un avvocato.

Alla fine del colloquio, o entro un termine indicato, il richiedente deve poter conoscere il contenuto del verbale o della trascrizione e fare osservazioni su traduzioni sbagliate, malintesi o errori di fatto (art. 14 regolamento (UE) 2024/1348). In caso di dubbio prevale la registrazione. Non firmare con leggerezza: se qualcosa non corrisponde a quanto detto, va fatto mettere a verbale.

Gli apolidi, cioè le persone che nessuno Stato considera propri cittadini, possono avere anche un percorso diverso: si veda la guida al riconoscimento dell’apolidia. Per i minori non accompagnati valgono garanzie rafforzate, spiegate nella guida ai minori stranieri non accompagnati.

Cosa succede dopo l’audizione?

Dopo il colloquio la Commissione decide e notifica la decisione. Il regolamento europeo fissa per la procedura ordinaria una durata di regola non superiore a sei mesi, con tempi più brevi per le procedure accelerate e di frontiera. La decisione può riconoscere lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria, oppure respingere la domanda; se ritiene che vi siano ragioni per la protezione speciale, la Commissione trasmette gli atti al questore.

Contro il rigetto si può ricorrere alla sezione immigrazione del tribunale del distretto in cui ha sede la Commissione (per la Commissione di Palermo, il Tribunale di Palermo). I termini sono brevi: di regola trenta giorni dalla notifica, ma solo sette nei casi indicati dall’art. 67, par. 7, lett. a), del regolamento (per esempio procedure accelerate e domande inammissibili) e cinque nella procedura di frontiera (artt. 35-bis e 35-ter D.Lgs. 25/2008, come modificati nel 2026). Il termine applicabile va controllato sulla decisione ricevuta. Come funziona il ricorso è spiegato nella guida alla protezione internazionale.

Domande frequenti

Cosa succede se non mi presento all’audizione?

Se non ci si presenta senza un giustificato motivo, la Commissione può dichiarare il ritiro implicito della domanda o decidere sulla base degli atti. Se c’è un impedimento serio, come una malattia, va comunicato subito con un certificato, chiedendo un nuovo appuntamento.

Posso portare un avvocato all’audizione?

Sì. Il richiedente può farsi assistere da un avvocato, che può essere presente al colloquio. Il ruolo principale resta però del richiedente, che deve raccontare personalmente la propria storia.

Posso lavorare mentre aspetto l’audizione?

Sì. Dopo il D.L. 100/2026 il richiedente può lavorare trascorsi novanta giorni dalla formalizzazione della domanda, se il procedimento non è ancora concluso per ragioni a lui non imputabili (art. 22 D.Lgs. 142/2015). Il documento rilasciato dalla questura consente di lavorare fino alla decisione.

Ogni storia è diversa e il colloquio va preparato sul caso concreto, anche raccogliendo i documenti giusti. Per un esame della situazione prima dell’audizione, le modalità di contatto dello studio sono nella pagina Sedi e contatti.

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