Quando muore un familiare lo Stato non versa un contributo generale a coniuge e figli: le somme che possono spettare dipendono dalla situazione del defunto. Le principali sono la pensione ai superstiti, i ratei di pensione non riscossi, il TFR e l’indennità di preavviso del lavoratore, la posizione nel fondo pensione, le polizze vita e il denaro sul conto.
Alcune di queste somme arrivano agli eredi attraverso la successione, altre spettano ai familiari per diritto proprio, anche se rinunciano all’eredità. Vediamo cosa esiste davvero, chi lo riceve e a chi rivolgersi.
In breve
- Non esiste un assegno dello Stato per ogni decesso: il vecchio «assegno funerario» oggi esiste solo in casi specifici, come la morte per infortunio sul lavoro (INAIL).
- Se il defunto era pensionato o lavoratore assicurato, coniuge e figli possono avere la pensione ai superstiti (reversibilità o indiretta).
- TFR e indennità di preavviso del lavoratore morto spettano al coniuge, ai figli e ai parenti a carico, anche fuori dall’eredità (art. 2122 c.c.).
- I ratei di pensione maturati e non riscossi fanno parte dell’eredità e si chiedono all’INPS con una domanda online.
Quando muore un parente lo Stato dà dei soldi?
È una delle domande più frequenti, e la risposta va data con chiarezza: non c’è un bonus automatico per la morte di un parente. Esistono però prestazioni previdenziali legate alla posizione del defunto, che vanno chieste con una domanda.
Le principali sono queste:
- Pensione ai superstiti: se il defunto era pensionato si parla di reversibilità, se era un lavoratore con contributi sufficienti di pensione indiretta. Chi ne ha diritto e in che misura è spiegato nella guida sulla pensione di reversibilità.
- Indennità per morte: è una somma una tantum dell’INPS per il coniuge (o i figli a carico) di un assicurato con almeno un anno di contributi che non lascia diritto alla pensione indiretta. L’importo è modesto, calcolato sui contributi versati, e la domanda va fatta entro un anno dalla morte.
- Prestazioni INAIL: se la morte è causata da un infortunio sul lavoro o da una malattia professionale spettano ai superstiti una rendita e un assegno funerario una tantum, fissato dal 1° luglio 2026 in 12.515,64 euro per industria e navigazione. Ne parliamo nella guida sull’infortunio sul lavoro.
- Assicurazione sociale vita (ASV): un’indennità dell’INPS riservata ai dipendenti di alcuni enti di diritto pubblico (non statali) e ai loro familiari a carico, da chiedere entro un anno dal decesso.
Quali soldi spettano agli eredi dalla pensione del defunto?
Quando muore un pensionato restano spesso somme che non ha fatto in tempo a incassare: la rata del mese del decesso, la quota di tredicesima maturata, eventuali arretrati. Sono i ratei maturati e non riscossi, che entrano nell’eredità e spettano agli eredi secondo le regole della successione.
Si chiedono all’INPS con il servizio online «Ratei e quote pensione agli eredi», tramite il Contact center o un patronato. Se il coniuge superstite o un unico figlio minore chiede la pensione di reversibilità ed è l’unico avente diritto, l’INPS paga i ratei d’ufficio, senza una domanda separata. Se invece un altro erede presenta prima la domanda specifica, i ratei vengono divisi tra gli eredi che li hanno chiesti.
Attenzione all’opposto: le rate accreditate dopo la morte non sono dovute e l’INPS le recupera dal conto. Per questo il decesso va comunicato subito e non bisogna prelevare quelle somme.
TFR e preavviso: cosa spetta se muore un lavoratore?
Se muore un lavoratore dipendente, il TFR e l’indennità sostitutiva del preavviso spettano al coniuge, ai figli e, se vivevano a carico del lavoratore, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo (art. 2122 c.c.). In mancanza di accordo, si dividono secondo il bisogno di ciascuno.
Queste somme non passano per la successione: i familiari le ricevono per diritto proprio, secondo l’orientamento della Cassazione, quindi anche chi rinuncia all’eredità può riscuoterle. Solo se mancano questi familiari il TFR segue le regole dell’eredità. Si chiedono al datore di lavoro, presentando il certificato di morte e lo stato di famiglia. Per i dipendenti pubblici l’indennità di fine servizio segue regole proprie.
Se il TFR era versato a un fondo pensione, la posizione accumulata dal lavoratore morto prima della pensione è riscattata dagli eredi o dai beneficiari designati (art. 14, comma 3, D.Lgs. 252/2005): la domanda va presentata al fondo.
Conto corrente, polizze vita e spese del funerale
Il denaro sul conto del defunto fa parte dell’eredità. La banca blocca il conto quando riceve notizia del decesso e lo libera agli eredi dopo la dichiarazione di successione o l’attestazione di esonero: i passaggi sono spiegati nella guida sul conto corrente del defunto.
Diverso è il caso delle polizze vita: il beneficiario designato acquista un diritto proprio alla somma assicurata (art. 1920 c.c.), che non entra nell’eredità. Il capitale si chiede alla compagnia, con il certificato di morte e i documenti indicati dal contratto.
Le spese del funerale restano in genere a carico di chi le sostiene, che può detrarre il 19% su un massimo di 1.550 euro per ogni decesso, nei limiti di reddito previsti. Per le persone indigenti, o per le famiglie bisognose, inumazione e cremazione sono gratuite e a carico del Comune (art. 1, comma 7-bis, D.L. 392/2000). Chi deve pagare il funerale è spiegato nella guida sulle spese funerarie.
Cosa fare nelle prime settimane: i passaggi pratici
- Comunicare il decesso alla banca, all’INPS (di norma lo fa il Comune) e al datore di lavoro o al fondo pensione.
- Verificare le prestazioni: pensione ai superstiti, ratei non riscossi, indennità per morte o ASV, con l’INPS o un patronato.
- Chiedere TFR e preavviso al datore di lavoro, se il defunto lavorava.
- Cercare polizze vita e posizioni nei fondi pensione tra le carte del defunto.
- Valutare l’eredità prima di incassare somme che ne fanno parte: se ci sono debiti, conviene decidere se accettare con beneficio d’inventario o rinunciare.
Domande frequenti
Se rinuncio all’eredità perdo anche la pensione di reversibilità e il TFR?
No. La pensione ai superstiti, il TFR dell’art. 2122 c.c. e la polizza vita spettano per diritto proprio. Si perdono invece le somme che fanno parte dell’eredità, come i ratei di pensione non riscossi e il denaro sul conto: le regole sono nella guida sulla rinuncia all’eredità.
Esiste ancora il rimborso INPS per le spese del funerale?
Non esiste un rimborso INPS per tutti. Un assegno per il decesso è previsto solo in casi particolari: l’assegno funerario INAIL per le morti sul lavoro e l’ASV per alcuni dipendenti pubblici. Resta la detrazione fiscale del 19% per chi ha pagato il funerale.
Incassare i ratei di pensione vale come accettazione dell’eredità?
Può valere. I ratei fanno parte dell’eredità e riscuoterli può essere considerato un comportamento da erede, cioè un’accettazione tacita (art. 476 c.c.). Se si teme che il defunto avesse debiti, è prudente valutare la situazione prima di chiederli.
Ogni situazione familiare è diversa e le somme dipendono dalla posizione previdenziale e dai documenti del defunto. Per una verifica del caso concreto, anche sulle scelte relative all’eredità, è possibile contattare lo studio.



