Il saldo e stralcio è l’accordo con cui il creditore accetta di ricevere una somma inferiore al dovuto, di solito in un’unica soluzione o in poche rate, e rinuncia al resto: giuridicamente è una transazione, cioè un contratto con cui le parti si fanno reciproche concessioni per chiudere una lite presente o evitarne una futura (art. 1965 c.c.), oppure una remissione parziale del debito (art. 1236 c.c.).
Questa guida spiega quando il creditore ha interesse ad accettare, come si imposta la proposta, cosa deve contenere l’accordo scritto e quali effetti ha su garanti, ipoteche e segnalazioni bancarie.
In breve
- Il saldo e stralcio è una transazione (art. 1965 c.c.) o una remissione parziale del debito (art. 1236 c.c.): il creditore accetta meno e rinuncia al resto.
- La transazione deve essere provata per iscritto (art. 1967 c.c.); serve anche la quietanza che attesti il pagamento a saldo.
- Se del debito rispondono più coobbligati, la transazione con uno di loro non vale per gli altri, salvo che dichiarino di volerne approfittare (art. 1304 c.c.).
- Non va confuso con la definizione agevolata delle cartelle, che dipende da leggi specifiche e ha regole proprie.
Quando il creditore accetta un saldo e stralcio?
Nessuno è obbligato ad accettare meno del dovuto. Il creditore lo fa quando gli conviene: perché il recupero giudiziale sarebbe lungo e costoso, perché il debitore ha poco patrimonio aggredibile, perché ci sono contestazioni sul credito, o perché preferisce incassare subito. È frequente con le banche e, ancora di più, con le società che acquistano crediti deteriorati a una frazione del loro valore e possono quindi accettare un pagamento parziale.
Il debitore deve sapere chi è oggi il creditore. Se il credito è stato ceduto, il pagamento va fatto al cessionario dopo che la cessione gli è stata notificata o comunicata (art. 1260 c.c. e seguenti): pagare al vecchio creditore dopo la notifica non libera. Prima di trattare conviene anche verificare che il debito non sia già prescritto: in quel caso non va pagato e una proposta scritta poco accorta potrebbe valere come riconoscimento del debito.
Come si propone un saldo e stralcio?
I passaggi pratici sono questi:
- Ricostruire il debito: capitale, interessi, spese, eventuali errori o interessi non dovuti che rafforzano la posizione del debitore.
- Valutare la somma sostenibile, da pagare preferibilmente in un’unica soluzione: una proposta in molte rate ha meno appeal per il creditore.
- Fare una proposta scritta, con la formula «senza riconoscimento del debito e a soli fini transattivi», indicando importo, tempi e condizioni.
- Pretendere l’accettazione scritta prima di pagare, con l’indicazione che il pagamento chiude ogni pretesa.
- Pagare con mezzi tracciabili e conservare la quietanza a saldo (art. 1199 c.c.).
Se il debitore non riesce a trovare un accordo e i debiti sono complessivamente insostenibili, esistono procedure che permettono di ridurli anche senza il consenso di tutti i creditori: per le persone e le piccole imprese, quelle del sovraindebitamento; per le imprese più grandi, gli accordi di ristrutturazione e il concordato preventivo.
Cosa deve contenere l’accordo?
La transazione deve essere provata per iscritto (art. 1967 c.c.) e, se riguarda diritti su immobili, deve essere fatta per iscritto a pena di nullità. Un buon accordo indica almeno:
- Le parti e il rapporto da cui nasce il debito, con gli estremi del contratto, del decreto ingiuntivo o della sentenza.
- L’importo e il termine di pagamento, con le coordinate di pagamento del creditore.
- La rinuncia del creditore a ogni ulteriore pretesa per capitale, interessi e spese, e l’impegno ad abbandonare le cause e le esecuzioni in corso.
- Le garanzie: liberazione dei fideiussori, assenso alla cancellazione delle ipoteche e dei pignoramenti.
- Le segnalazioni: l’impegno ad aggiornare la posizione in Centrale rischi e nei sistemi di informazioni creditizie.
- Le conseguenze dell’inadempimento: cosa succede se il debitore non paga alla scadenza.
Quest’ultimo punto è importante. Se l’accordo sostituisce completamente il vecchio rapporto (transazione novativa), in caso di mancato pagamento il creditore può pretendere solo quanto pattuito e non può chiedere la risoluzione, salvo che il diritto sia stato espressamente previsto (art. 1976 c.c.). Molti creditori, perciò, inseriscono una clausola che fa rivivere l’intero debito se la somma concordata non viene pagata.
Che effetti ha su garanti, ipoteche e segnalazioni?
Se il creditore rimette in parte il debito al debitore principale, la remissione libera anche i fideiussori (art. 1239 c.c.). Se invece la transazione è conclusa con uno solo dei condebitori in solido, non produce effetti per gli altri, a meno che dichiarino di volerne approfittare (art. 1304 c.c.). Chi ha prestato garanzia per un debito deve quindi chiedere di essere espressamente liberato nell’accordo; le regole generali sono nella guida sulla fideiussione.
L’ipoteca non si cancella da sola con il pagamento: serve l’assenso del creditore per atto pubblico o scrittura autenticata, come spiegato nella guida sull’ipoteca giudiziale. Va concordato prima chi si occupa dell’atto e chi paga le spese.
Quanto alle segnalazioni, la chiusura con saldo e stralcio non cancella la storia del rapporto: le segnalazioni già fatte in Centrale rischi restano visibili agli intermediari per il periodo di consultazione previsto, mentre nei sistemi privati come CRIF i dati restano visibili per i tempi fissati dal codice di condotta. Sui rimedi contro segnalazioni errate si veda la guida sulla segnalazione in Centrale rischi o CRIF.
Saldo e stralcio e «rottamazione» delle cartelle sono la stessa cosa?
No. Con il fisco e l’agente della riscossione non si tratta come con un privato: le riduzioni sono possibili solo quando una legge prevede una definizione agevolata dei carichi, con termini, rate e requisiti propri, oppure nell’ambito di procedure di crisi con la transazione fiscale. Le regole cambiano da una legge all’altra e vanno verificate al momento, sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.
Domande frequenti
Quanto si può ottenere di sconto con un saldo e stralcio?
Non esiste una percentuale fissa. Dipende dal tipo di creditore, dall’anzianità del credito, dalle garanzie e dal patrimonio del debitore: ogni proposta va costruita sui numeri del caso.
Basta una email del creditore che accetta la proposta?
Può bastare come prova scritta, ma è meglio un accordo firmato da entrambe le parti, con tutte le clausole su rinunce, garanzie e segnalazioni. Dopo il pagamento va sempre chiesta la quietanza.
Dopo il saldo e stralcio posso ottenere un nuovo finanziamento?
Dipende dalla valutazione della banca, che vede la storia del rapporto per i periodi previsti. Chiudere la posizione resta comunque il primo passo per tornare affidabili.
Un saldo e stralcio ben scritto chiude davvero il debito; uno scritto male può lasciarne aperta una parte. Per un esame della proposta o dell’accordo, le modalità di contatto dello studio sono nella pagina Sedi e contatti.



