Testamento biologico (DAT): come si fa e quanto vale

Disposizioni anticipate di trattamento: cosa si può scrivere, come e dove si depositano, chi è il fiduciario e quanto vincolano il medico.

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Testamento biologico (DAT): come si fa e quanto vale

Il testamento biologico, che la legge chiama disposizioni anticipate di trattamento (DAT), è il documento con cui una persona maggiorenne e capace, dopo aver ricevuto adeguate informazioni mediche, esprime le proprie volontà sui trattamenti sanitari per il caso in cui in futuro non sia più in grado di decidere. Si fa per atto pubblico, per scrittura privata autenticata o con una scrittura privata consegnata personalmente all’ufficio dello stato civile del proprio Comune, e il medico è tenuto a rispettarlo (art. 4 legge 219/2017).

È uno strumento semplice, gratuito e sempre modificabile, ma poco conosciuto. Vediamo cosa si può scrivere, come si redige e dove si deposita, chi è il fiduciario e quanto vincolano davvero le DAT.

In breve

  • Le DAT sono disciplinate dall’art. 4 della legge 219/2017: possono contenere il consenso o il rifiuto di esami e trattamenti, compresi nutrizione e idratazione artificiali, e la nomina di un fiduciario.
  • Sono esenti da imposta di registro, imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, e si possono rinnovare, modificare o revocare in ogni momento.
  • Le DAT depositate presso Comuni, notai, strutture sanitarie e consolati confluiscono nella banca dati nazionale del Ministero della Salute, attiva dal 1° febbraio 2020, con il consenso di chi le ha redatte.
  • Il medico può disattenderle, in accordo con il fiduciario, solo se sono palesemente incongrue, non corrispondono alla condizione clinica attuale o esistono terapie non prevedibili al momento della firma.

Cosa si può scrivere nelle DAT?

Nelle DAT si possono indicare i trattamenti che si accettano e quelli che si rifiutano: per esempio la rianimazione, la ventilazione meccanica, la dialisi. La legge precisa che anche nutrizione e idratazione artificiali sono trattamenti sanitari e possono quindi essere rifiutate (art. 1, comma 5, legge 219/2017).

Si possono anche chiedere la terapia del dolore e le cure palliative. In presenza di sofferenze che non rispondono alle cure, con prognosi infausta a breve termine o imminenza della morte, il medico può ricorrere con il consenso del paziente alla sedazione palliativa profonda continua (art. 2). Il paziente non può invece pretendere trattamenti contrari alla legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali (art. 1, comma 6).

Le DAT non riguardano l’aiuto al suicidio, che resta un tema distinto: la Corte costituzionale, con la sentenza n. 242 del 2019, ha individuato a quali condizioni non è punibile, rinviando alle procedure del servizio sanitario pubblico. Le DAT si limitano alle scelte sui trattamenti e sulle cure.

Come si fa il testamento biologico?

  1. Informati con il medico: la legge richiede che le DAT siano espresse dopo aver acquisito adeguate informazioni sulle conseguenze delle proprie scelte.
  2. Scrivi le tue volontà in modo chiaro, anche partendo dai modelli messi a disposizione da molti Comuni; data e firma sono indispensabili.
  3. Scegli un fiduciario, se lo desideri: una persona maggiorenne e capace che ti rappresenti nei rapporti con i medici. Accetta firmando le DAT o un atto successivo e ne riceve una copia.
  4. Deposita il documento: consegnandolo personalmente all’ufficio dello stato civile del Comune di residenza, presso un notaio con atto pubblico o scrittura autenticata, presso le strutture sanitarie nelle Regioni che lo prevedono o, per chi vive all’estero, presso il consolato.
  5. Autorizza la trasmissione alla banca dati nazionale e consegna una copia al medico di fiducia e ai familiari.

Non è necessario il notaio: il deposito in Comune è gratuito ed è la strada più usata. Il notaio può essere utile per chi preferisce un atto pubblico, con le stesse garanzie di forma del testamento pubblico, che però è un atto diverso e riguarda i beni. Se le condizioni fisiche non permettono di scrivere, le DAT possono essere espresse con una videoregistrazione o con dispositivi che consentono alla persona con disabilità di comunicare.

Quanto valgono le DAT per il medico?

Il medico è tenuto al rispetto delle DAT e, se si attiene alla volontà del paziente, è esente da responsabilità civile e penale (art. 1, comma 6, legge 219/2017). Può disattenderle in tutto o in parte, d’intesa con il fiduciario, solo nei casi previsti dalla legge. Se medico e fiduciario non sono d’accordo, decide il giudice tutelare (art. 4, comma 5, e art. 3, comma 5).

Nelle situazioni di emergenza o urgenza il medico e l’équipe assicurano le cure necessarie, rispettando la volontà del paziente quando le condizioni cliniche e le circostanze consentono di conoscerla (art. 1, comma 7). Per questo è importante che le DAT siano registrate nella banca dati e che i familiari sappiano dove trovarle; sul soccorso in emergenza si veda anche l’articolo sul ritardo dell’ambulanza e del 118.

Se non c’è un fiduciario, o se rinuncia o non può più svolgere il ruolo, le DAT restano valide; se necessario il giudice può nominare un amministratore di sostegno.

Che differenza c’è con la pianificazione condivisa delle cure?

La pianificazione condivisa delle cure (art. 5 legge 219/2017) riguarda chi ha già una malattia cronica e invalidante o destinata a peggiorare. È un percorso concordato tra paziente e medico, annotato in cartella, a cui l’équipe deve attenersi se il paziente perde la capacità di esprimersi. Le DAT, invece, possono essere redatte da chiunque, anche in buona salute. Entrambe si fondano sul principio del consenso informato: nessun trattamento può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato della persona.

Le DAT riguardano le scelte sulle cure future; il trattamento sanitario obbligatorio per malattia mentale segue regole e garanzie proprie.

Domande frequenti

Quanto costa fare il testamento biologico?

Il deposito in Comune è gratuito e le DAT sono esenti da imposte. Se ci si rivolge a un notaio si paga il suo compenso professionale, che conviene chiedere in anticipo.

Posso cambiare idea dopo aver depositato le DAT?

Sì, le DAT si possono rinnovare, modificare o revocare in qualsiasi momento, con le stesse forme. Nei casi di emergenza la revoca può essere espressa anche a voce, raccolta o videoregistrata da un medico alla presenza di due testimoni.

Chi può consultare la banca dati nazionale?

Possono consultarla la persona che ha redatto le DAT, il fiduciario e il medico che la ha in cura, con identità digitale. Chi non autorizza la trasmissione della copia può far registrare solo l’indicazione del luogo in cui il documento è conservato.

Se vuoi redigere le tue DAT o hai bisogno di chiarimenti sul ruolo del fiduciario, lo studio può aiutarti a impostare il documento in modo chiaro. Riceve a Palermo e a Mussomeli: trovi i recapiti nella pagina sedi e contatti.

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