Tumore al seno non visto alla mammografia: il risarcimento

Mammografia negativa e tumore al seno scoperto dopo: quando c’è errore, cos’è il cancro di intervallo, chi risponde e come si valuta il danno da ritardo.

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Tumore al seno non visto alla mammografia: il risarcimento

Un tumore al seno non visto alla mammografia dà diritto al risarcimento quando la lesione era già riconoscibile nelle immagini secondo la diligenza richiesta al radiologo, oppure quando un’anomalia segnalata non è stata seguita dagli approfondimenti dovuti, e quando il ritardo ha peggiorato le possibilità di cura o la prognosi. Non ogni tumore scoperto dopo una mammografia negativa è frutto di un errore: alcuni non erano visibili, altri sono comparsi dopo l’esame.

Lo screening mammografico è uno strumento di prevenzione efficace, ma non infallibile. Vediamo come funziona in Sicilia, cos’è il cancro di intervallo, quando la mancata diagnosi è imputabile, chi ne risponde e come si valuta il danno. Lo stesso ragionamento vale per altri tumori scoperti in ritardo, come il melanoma non diagnosticato.

In breve

  • Lo screening mammografico organizzato, compreso nei livelli essenziali di assistenza, offre alle donne tra 50 e 69 anni una mammografia gratuita ogni due anni; in Sicilia lo gestiscono le nove ASP.
  • Il cancro di intervallo è il tumore diagnosticato dopo una mammografia di screening negativa e prima dell’invito successivo: non è di per sé un errore.
  • Della mammografia eseguita in una struttura pubblica o accreditata risponde la struttura a titolo contrattuale (art. 7 della legge 24/2017).
  • Serve provare che la lesione era visibile e che la diagnosi tempestiva avrebbe cambiato cure o prognosi, oppure almeno le possibilità di guarigione.

Come funziona lo screening mammografico in Sicilia?

I programmi di screening oncologico fanno parte dei livelli essenziali di assistenza fissati dal d.p.c.m. 12 gennaio 2017. Per il tumore della mammella il programma nazionale prevede l’invito attivo delle donne tra 50 e 69 anni a una mammografia ogni due anni; alcune Regioni hanno esteso la fascia d’età con risorse proprie. In Sicilia lo screening è coordinato dall’assessorato regionale della Salute e svolto dalle ASP provinciali, che inviano gli inviti e gestiscono gli eventuali richiami per approfondimenti.

Le linee guida europee suggeriscono, nei programmi organizzati, la doppia lettura delle mammografie: due radiologi esaminano le immagini in modo indipendente e, se non concordano, il caso viene discusso o affidato a un terzo lettore. Quando una mammografia di screening viene giudicata sospetta, la donna viene richiamata per esami di approfondimento, come ecografia, ingrandimenti o biopsia.

Cos’è il cancro di intervallo e quando diventa un errore?

Si chiama cancro di intervallo il tumore che si manifesta dopo un esame di screening negativo e prima del successivo. I programmi lo monitorano come indicatore di qualità e lo sottopongono a revisione radiologica, per capire in quale categoria rientra:

  • tumore non visibile: nelle immagini precedenti non c’era alcun segno, perché il tumore è comparso dopo o non era rilevabile con la mammografia;
  • segni minimi: erano presenti alterazioni lievi, difficili da cogliere anche per un lettore diligente;
  • errore di lettura: la lesione era riconoscibile e avrebbe dovuto portare al richiamo.

Solo l’ultima ipotesi, in genere, fonda una responsabilità. La revisione delle immagini precedenti è quindi il cuore della consulenza tecnica, ed è utile che sia condotta da un radiologo esperto di senologia, confrontando le immagini senza farsi condizionare dalla diagnosi successiva. Gli errori nella lettura e nella refertazione in generale sono trattati nell’articolo sull’errore del radiologo.

Quali altri errori si contestano?

Oltre alla lesione non vista, le contestazioni riguardano: il richiamo mancato o tardivo dopo una mammografia sospetta; l’ecografia o la biopsia non eseguite nonostante un nodulo palpabile segnalato dalla paziente; il referto di una biopsia letto in modo errato; l’assenza di indicazioni alla paziente con seno denso, quando la buona pratica suggeriva un esame integrativo. Anche il medico di famiglia o il ginecologo possono rispondere se, davanti a un sintomo riferito, non hanno prescritto gli accertamenti indicati.

Chi risponde e contro chi si agisce?

Se la mammografia è stata eseguita nell’ambito dello screening o in una struttura pubblica o accreditata, il paziente può rivolgersi alla struttura, che risponde anche dell’operato dei radiologi non dipendenti (artt. 1218 e 1228 c.c., richiamati dall’art. 7 della legge Gelli-Bianco). Il radiologo dipendente risponde a titolo extracontrattuale; il radiologo libero professionista scelto dalla paziente risponde invece per contratto. In Sicilia individuare il soggetto giusto, tra ASP, aziende ospedaliere e centri convenzionati, non è sempre immediato: se ne parla nell’articolo su contro chi si fa causa in Sicilia.

Come si valuta il danno da ritardo diagnostico?

Nel tumore al seno il danno da ritardo consiste nella differenza tra la situazione con una diagnosi tempestiva e quella reale: per esempio un intervento più esteso (mastectomia invece di un intervento conservativo), una chemioterapia che si sarebbe potuta evitare, il coinvolgimento dei linfonodi, una prognosi peggiore. Questo calcolo differenziale è spiegato nell’articolo sul danno iatrogeno e differenziale.

Quando non si può dire che la diagnosi tempestiva avrebbe «più probabilmente che no» cambiato l’esito, può restare risarcibile la perdita di chance di guarigione o di sopravvivenza. I principi generali sono quelli dell’errore diagnostico.

In pratica conviene richiedere tutte le immagini su supporto digitale (non solo i referti), le lettere di esito dello screening, i referti delle biopsie e la cartella oncologica, e farle esaminare a un medico legale con un radiologo prima di qualsiasi iniziativa. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, il riferimento è il medico.

Domande frequenti

La mammografia di un anno fa era negativa e ora ho un tumore: è stato un errore?

Non necessariamente. Molti cancri di intervallo non erano visibili al momento dell’esame. Serve una revisione delle immagini precedenti da parte di un radiologo per capire se la lesione era già riconoscibile.

Lo screening ha la doppia lettura: se entrambi i radiologi sbagliano, chi risponde?

Nei confronti della paziente risponde la struttura che gestisce lo screening, per l’operato di tutti i medici coinvolti. I rapporti interni tra struttura e singoli radiologi non riguardano la paziente.

Ho fatto la mammografia privatamente: cambia qualcosa?

Cambia il soggetto contro cui agire: il centro privato o il radiologo con cui si è concluso il contratto. Le regole sulla prova del danno e del nesso causale restano le stesse.

Ogni caso di tumore al seno diagnosticato in ritardo richiede la revisione delle immagini e un parere medico-legale prima di qualsiasi iniziativa. Se ritieni che una lesione non vista o un richiamo mancato abbiano pesato sulle tue cure, puoi chiedere una valutazione allo studio, che riceve a Palermo e a Mussomeli: i riferimenti sono nella pagina sedi e contatti.

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